“La nostra dignità umana e politica è stata salvaguardata, ora qualcuno fermi Donida”. Sono soddisfatti i consiglieri di Forza Italia di Crema Antonio Agazzi e Simone Beretta circa la decisione dei probiviri in merito ad alcune denunce mosse nei loro confronti dal coordinatore del partito Gian Mario Donida.

Sanguinosa guerra intestina

Il collegio regionale dei probiviri di Forza Italia, ovvero l’organo di garanzia degli azzurri,  si è espresso in merito agli esposti presentati dal coordinatore cittadino Gian Mario Donida nei confronti dei consiglieri comunali Antonio Agazzi e Simone Beretta, accusati di aver assunto comportamenti politici in contrasto con le linee dettate dal coordinamento cittadino in occasione delle elezioni amministrative di giugno e, successivamente, in Consiglio comunale. Nello specifico Donida lamentava “una campagna elettorale sfavorevole nei confronti del candidato sindaco Enrico Zucchi, candidato della coalizione di centrodestra. Ma non solo. Il coordinatore cremasco lamentava anche un presunto accordo con il Partito Democratico circa la nomina di Beretta a presidente della commissione di garanzia. Il collegio dei probiviri, però, ha disposto che “risulta inammissibile la domanda di sospensione di Agazzi da capogruppo in Consiglio comunale, come richiesto da Donida, e di non dover comminare nessuna sanzione a carico dei consiglieri, rigettando la richiesta e archiviando il procedimento”.

“Nessuna congiura, Zucchi non piaceva”

“Sono lieto dell’epilogo positivo ma profondamente amareggiato – ha detto Agazzi –  Non nego che questi siano stati mesi difficili e non dimentico la serata di insediamento del Consiglio comunale dove, mezz’ora prima della seduta, il sottoscritto, Beretta e la consigliera Laura Zanibelli, siamo stati raggiunti da una email di Donida che ci spiegava il mio deferimento ai provibiri e quindi l’impossibilità di essere eletto come capogruppo. Zanibelli si è adeguata a quanto imposto mentre Beretta mi ha comunque eletto. Il mio grazie va quindi a Zanibelli che non solo non mi ha accordato fiducia ma è andata a dirlo ai giornalisti”. Una parola, quindi, circa il risultato elettorale di Zucchi. “Al candidato sindaco sono state fatte credere tante cose e su di me è stato gettato fango ma ho pazientemente atteso il verdetto dei provibiri, prima di rispondere – ha ripreso Agazzi – Zucchi era il candidato sbagliato e non piaceva alla città, ecco il motivo per cui ha perso le elezioni, non è certo per una congiura architettata da qualcuno. I provibiri hanno fatto giustizia”.

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“Mi vergognavo a vedere Donida con la maglia fucsia”

“Sono orgoglioso anche con me stesso perché mi è stata riconosciuta la lealtà che ho avuto in 20 anni nei confronti di Forza Italia – ha aggiunto Beretta – Il comportamento di Donida è imbarazzante, non ha né arte né parte, è andato in lista e ha perso le elezioni e avrebbe dovuto dimettersi come coordinatore del partito. Io mi vergognavo quando in piazza vedevo Donida indossare la maglia fucsia di Zucchi anziché quella di Forza Italia. Se fosse arrivato un richiamo dai provibiri io sarei uscito da partito perché non me lo meritavo anche se questo, evidentemente, è l’unico modo che Donida ha trovato per farci fuori. Io non chiedo le sue dimissioni, dovrebbe darle da solo per il bene del partito”.