Tigli Romano, la perizia agronomica diventa un caso. Da settimane in città non si parla d’altro, ma «esiste una perizia tecnica agronomica comunale sullo stato di salute delle piante di viale Montecatini?».

Tigli Romano, riqualificazione e taglio

E’ il quesito che si sono posti gli attivisti che si sono mobilitati per salvare le 116 piante, il cui destino sembra ormai segnato, dopo la presentazione (nulla ancora di aperto ai cittadini) del progetto di riqualificazione. Oltre a stravolgere  la viabilità con la creazione del senso unico e di una pista ciclo pedonale, il progetto comprende anche la sostituzione delle piante, con sessanta lecci e dell’impianto d’illuminazione pubblica.

La scoperta degli attivisti

«Abbiamo depositato in Comune il 10 novembre la domanda di accesso agli atti amministrativi, ossia la richiesta per le copie del progetto, dei verbali e della relazione tecnica agronomica sugli alberi di viale Montecatini. Documenti per i quali siamo ancora in attesa», hanno scritto gli ambientalisti sulla pagina Facebook. Ma a far nascere il caso è stata una strana coincidenza: lo stesso giorno del protocollo, all’Albo pretorio del Comune è comparso l’affidamento d’incarico per la perizia tecnica chiesta dal Comune a un agronomo, sull’intervento. «Curioso. Noi facciamo domanda per la relazione tecnica e loro la chiedono proprio in quel giorno. “Una coincidenza?…. Io non credo!”» hanno commentato gli ambientalisti.

L’ammissione dell’assessore

Un post che ha scatenato una lunga discussione nella quale è intervenuto anche l’assessore Luca Bettinelli, confermando di fatto i sospetti degli attivisti.«Faccio presente che dal giorno in cui si protocolla un documento passano almeno tre giorni prima che arrivi sulla scrivania di sindaco o assessori – ha scritto Bettinelli – Inoltre per arrivare alla determina di un dirigente per affidare un incarico, si inizia a condividere la questione almeno una settimana prima. Quindi basta far due calcoli per capire le tempistiche. Ma non devo di certo nascondere che la formalizzazione di un parere è stata richiesta per via del movimento che sta nascendo. Anche se ad oggi di formale non c’è nulla».

Leggi anche:  “Noi ci siamo”, contro la violenza sulle donne FOTO

Mezza città chiede di essere ascoltata

I tigli di viale Montecatini sono indubbiamente l’argomento del giorno. Due i fronti in campo: da una parte il Comune, che sostiene l’abbattimento degli alberi per consentire la riqualificazione dell’area. Dall’altra un attivissimo Comitato nato per salvarli.
La questione ha spaccato la città in due e se tanti, da tempo, chiedono più sicurezza e qualità urbana per i Cappuccini, sono moltissimi anche i cittadini hanno firmato la petizione ambientalista. Ma un’altra cosa salta all’occhio: quello in corso è un dibattito nato male e tardi. Siamo infatti all’ok del progetto. Possibile che gli amministratori non abbiano pensato finora di interpellare i cittadini? Il sindaco Sebastian Nicoli ci fa sapere quasi ogni giorno su Facebook cosa fa la sua Amministrazione. Perché su questo progetto ha taciuto? Così a settimane dallo scoppio del caso, la discussione è confinata sulle nostre colonne, o sui social. E in una città che ha una lunga tradizione di assemblee pubbliche e di partecipazione, questa volta da piazza Longhi si erge uno spesso muro di gomma. Chi si ricorda quelle, infinite sull’introduzione delle strisce blu in centro? Fu un massacro, per l’allora sindaco Lamera. Ma se ne parlò. Tanto. Troppo, forse. Ora invece le promesse di un’Amministrazione volta all’ascolto sono rimaste sulla carta. Così non stupisce il fatto che, per reazione, il Comitato sia sceso in campo con tanto fervore. E che ora faccia notizia una semplicissima ammissione: Bettinelli ha confermato che il progetto è partito senza aver prima commissionato una vera perizia agronomica. Viene da chiedersi quando e se mai se ne potrà davvero parlare, della sorte di quei tigli. Possibilmente, lo si faccia prima di abbatterli.
Marco Togni