Anche Crema come Bergamo potrebbe togliere la cittadinanza a Benito Mussolini: “Un’iniziativa contro i nuovi fascismi di Casa Pound e Forza Nuova”. Novantatré anni dopo, una proposta che farà discutere.

La proposta delle Sinistre

La proposta è arrivata oggi da Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, dall’Anpi e dai sindacati Cub e Usb, ma Mario Lottaroli ha già anticipato i contenuti del documento che sarà formalmente presentato mercoledì pomeriggio in Comune.  “Una cittadinanza che disonora!” il titolo della conferenza stampa indetta per dopodomani.
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Mario Lottaroli durante un dibattito con il sindaco di Casale Cremasco Antonio Grassi durante una festa di Rifondazione a Crema

Mussolini cittadino di Crema

Lottaroli chiederà alla sindaca Stefania Bonaldi e al Consiglio Comunale di revocare la cittadinanza onoraria al Duce, concessa a Crema  (come in moltissime città d’Italia) il 20 maggio 1924. “Abbiamo preso spunto da Bergamo, dove anche a Giorgio Gori è stato proposto di togliere la cittadinanza al Duce” spiega Lottaroli. “Mussolini del resto si è macchiato di crimini di guerra” hanno proseguito “ma Crema a differenza di altre città non ha mai revocato quell’atto”.

Contro i “nuovi fascismi” di Casa Pound e Forza Nuova

“Non solo: l’intento è anche quello di dare un segnale ai nuovi fascismi come Casa Pound e Forza Nuova, che continuano a manifestare idee estremiste e a riesumare simboli del Ventennio”.

A Bergamo Gori ha detto “No”

Una richiesta analoga era stata avanzata nel 2015 (e poi riproposta puntualmente ogni anno), al sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Causando anche qualche tensione all’interno del Pd. In più occasioni, l’attuale candidato governatore del centrosinistra ha spiegato infatti che intende mantenere l’onorificenza per il capo del Fascismo. “L’istanza riaffiora carsicamente dal fiume della storia” aveva spiegato ormai due anni fa, ma  quella cittadinanza nemmeno gli uomini della Resistenza, nell’immediato dopoguerra, si curarono di revocarla. La cittadinanza a Mussolini è “un fatto storicizzato” e la revoca “un errore, quasi una sorta di rivincita a posteriori che però non cambierebbe nulla”.