Partito democratico di Palosco diventa renziano. Nominato il nuovo coordinatore dopo la scissione interna.

Partito democratico continua ad esistere

Giovanni Previtali è il nuovo coordinatore del Pd di Palosco. Dopo la spaccatura interna con la creazione del movimento Mdp da parte dell’ex direttivo del Pd, i sette iscritti rimasti hanno rilevato il circolo e nominato il loro nuovo coordinatore. “Vorrei precisare che sono stati gli altri ad uscire dal Pd, noi siamo iscritti da già da tempo e daremo continuità al circolo – ha detto Previtali – Noi siamo della corrente renziana e abbiamo una visione diversa della politica”.

Un partito aperto

“Il partito deve essere aperto a tutte le classi sociali – continua Previtali – Io sono artigiano, poi ci sono statali, precari, studenti e pensionati. Siamo un ottimo mix anche di età. Il nostro obiettivo è di tornare a far politica in mezzo alla gente, in piazza col nostro gazebo. Vorremo portare gente nuova in politica, senza paura, altrimenti la politica non cambierà mai. Ci vuole impegno e convinzione affinchè la buona politica combatta quella cattiva. Dobbiamo cambiare verso da come si è sempre fatto politica”.

Leggi anche:  Misure antismog, Crema blocca i veicoli inquinanti

Appoggio a Renzi e Gori

L’anno prossimo si partirà col tesseramento, in occasione delle elezioni. Forte il sostegno a Giorgio Gori, candidato governatore della Regione. L’appoggio a Matteo Renzi non è mai stato proprio completo neanche dai tesserati, tuttavia, secondo loro, è riuscito a fare qualcosa di concreto dopo anni di immobilismo.

“Renzi ha fatto anche cose di sinistra”

«Gli altri dicono che Renzi ha fatto cose di destra – hanno detto i democratici – ma la buona scuola, l’abolizione dell’Imu, gli 80 euro? Non ci sembrano riforme di destra. Certo, la questione del precariato non è risolta, ma almeno c’è stata qualche assunzione dove prima c’era il disastro completo. Renzi avrà sbagliato col sindacato, ma anche quest’ultimo non ha mai chiuso le trattative che apriva. Sulla situazione immigrati abbiamo bisogno di integrazione, facendo però capire a chi arriva che anche loro hanno dei doveri da rispettare. E questo bisogna spiegarglielo».