Quanto costa per ogni aspirante parlamentare  candidarsi nel proprio partito alle elezioni 2018?   Ormai si sa, i partiti sono “a secco” e si prevedono elezioni “a basso costo” quindi toccherà ai candidati rimpolpare le casse. Resta comunque il fatto che, qualora venissero eletti, rientrerebbero nelle spese nel giro di pochi mesi visti gli stipendi dei parlamentari.

Con il Rosatellum un risparmio fino al 70%

Le diverse formazioni stanno mettendo a punto i loro budget ma le risorse in cassa sono per tutti esigue. Alcuni aspetti del Rosatellum però aiutano a programmare una campagna “a basso volume di spesa”, le previsioni parlano addirittura di un risparmio del 70%. Si punterà quindi molto sul porta a porta, a tante comparsate televisive e la massima visibilità sui social network.

L’obolo chiesto dai partiti per le elezioni 2018

Questo non toglie però che ogni aspirante candidato dovrà versare un “obolo” per partecipare alla corsa ai seggi. Oggi il quotidiano “La Repubblica” ha svelato alcune indiscrezioni per quanto riguarda il centro destra. Forza Italia chiederà ai suoi candidati un contributo che va dai 30 ai 40mila euro. La Lega, che “in banca ha 15mila euro” come ha rivelato Matteo Salvini, chiederà a ciascun candidato 20mila euro. Mentre 5mila euro è la quota minima chiesta ai candidati che correranno con Fratelli d’Italia.

Leggi anche:  Elezioni Regionali Lombardia 2018 anche Berlusconi dice sì a Fontana

Candidati in zona

Dei “nostri”, potrebbe decidere di scendere a Roma Alessandro Sorte (FI), anche se ha dato per molto più probabile un “bis” in Regione. Ma per le liste degli azzurri, sarebbero pronte a contendersi un posto (a Roma o a Milano) anche Beatrice Boladrini o Alessandra Ghilardi.  Nella Lega, Christian Invernizzi potrebbe provare a bissare l’esperienza in Parlamento. Così come il romanese Beppe Guerini. Ma a rincorrere ci sarebbe pronto anche Giovanni Malanchini, sindaco di Spirano. E il M5S? Alle Regionarie l’ha spuntata la martinenghese Sara Paratore.  Mentre per le politiche, si saprà alla chiusura delle Parlamentarie, in gennaio. Tra i candidati alle “primarie” grilline ci sarebbe il ghisalbese Antonio Fenio e Luca Valcarenghi, che ha deciso di candidarsi per il Senato.

Abbiamo invaso Brescia

Rispetto agli altri concorrenti lombardi e alle scorse elezioni, stavolta i candidati della Bassa avranno peraltro tutti un “vantaggio”, indipendentemente dallo schiaramento: per un bizzarro gioco di confini dei collegi elettorali, i candidati di Treviglio e Romano potranno contare anche sui voti di mezza Bassa bresciana.