Rifiuti abbandonati in campagna a Castel Rozzone. E il capogruppo di minoranza Adelio Pavesi lancia un appello al Comune.

Dove è successo

Bottiglie di vetro, sacchetti di plastica e pneumatici. Tutte cose che dovrebbero essere portate in discarica, non certo trovarsi in aperta campagna. Come invece capita di vedere percorrendo la ciclopedonale sterrata del Fosso Bergamasco che collega Castel Rozzone a Brignano Gera d’Adda e porta al Santuario della Madonna dei Campi. Basta percorrere i primi metri del percorso per rendersi conto delle conseguenze causate dall’inciviltà di coloro che, incuranti dell’ambiente e del lavoro dei contadini, hanno abbandonato rifiuti di ogni genere, disseminandoli nei terreni, nei fossi e tra i rami degli alberi che costeggiano la strada campestre.

Atto ingiustificabile, ma servono regole chiare

Secondo il capogruppo di minoranza Adelio Pavesi però, buona parte di questa inciviltà potrebbe essere dettata dalla mancanza di un regolamento in grado di definire una volta per tutte come e dove smaltire certe tipologie di rifiuti. Si tratta del famoso regolamento tra Comune, cooperativa Berakah e associazione «Volontari Castel Rozzone» più volte slittato e finora mai approvato. «Il nuovo regolamento non è ancora stato approvato in Consiglio, eppure in discarica non si possono più portare rifiuti come ad esempio vetro e pneumatici, come invece il vecchio e vigente regolamento sancisce –ha detto Pavesi – L’abbandono dei rifiuti non è mai giustificabile, ma è necessario fornire presto alle persone precise e definitive indicazioni su dove smaltire i rifiuti non più ammessi nella nostra discarica».