Basket, lo storico dirigente trevigliese Alberto Mattioli, 73 anni, ha rassegnato le dimissioni da presidente del Comitato regionale lombardo della Fip. All’origine della decisione la rottura con i vertici nazionali della Federazione.

L’addio al Crl di Alberto Mattioli

“Lascio con la consapevolezza di aver fatto del bene al comitato regionale che ha numeri che, calcio a parte, non hanno paragoni nello sport lombardo”. Alberto Mattioli, 73enne storico dirigente della pallacanestro nazionale, racconta così la sua decisione di rassegnare le dimissioni da presidente del Comitato regionale Lombardo della Federbasket, che guidava dal 2014. “Dalla Fip centrale, però, il Comitato lombardo ha avuto pochi riscontri oggettivi positivi – prosegue Mattioli, fondatore della sodalizio cestistico trevigliese ed ex consigliere federale e responsabile del Settore squadre Nazionali della Fip – Ho avuto l’impressione che il Crl sia stato usato come bancomat di voti. La Lombardia è stata messa in un angolo e la situazione non mi andava più bene”.

La rottura con la Fip nazionale

All’origine delle dimissioni di Mattioli da presidente regionale della Federbasket, quindi, c’è una rottura con la Federazione nazionale guidata dal presidente Gianni Petrucci. “Il pretesto per spaccare il Consiglio regionale è stato una questione legata al movimento cestistico femminile – prosegue l’ormai ex presidente regionale – legato all’organizzazione dei playoff del campionato Under 20 in Lombardia”. Le pressioni arrivate al Comitato regionale sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso e Mattioli ha deciso di lasciare l’incarico. “Io, invece, sono convinto di aver dato tanto al basket femminile in questi anni, arrivando ad ottenere la promozione diretta dalla serie B (regionale, ndr) alla serie A”.

In Comitato “quattro anni di lavoro intenso”

Tradito dall'”amico” Petrucci. Così si è sentito quindi Alberto Mattioli che però traccia un bilancio positivo della sua esperienza ai vertici del Comitato Lombardo. “Sono stati quattro anni e più, prima come commissario (scelto proprio da Petrucci, ndr) e poi come presidente, di lavori intenso. Un impegno incredibile, tutti i giorni a Milano, in sede, o in giro per la Lombardia e per l’Italia. Avevo libere poche domeniche per andare a vedere la partita della Remer Treviglio… Un impegno, organizzativo e di presenza, e uno stress che non ha mai avuto nemmeno nei 12 anni come responsabile del Settore squadre Nazionali quand’ero consigliere federale. Ora, però, l’età avanza: tra qualche mese gli anni saranno 74. Il basket, in 30 anni come dirigente, mi ha dato tanto, ma ora è arrivato il momento di fermarmi”.

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Un addio alla politica del basket? Forse…

Ma è proprio un addio alla politica cestistica questa, da parte di Alberto Mattioli? Forse. “Con ogni probabilità a fine gennaio si terrà l’assemblea elettiva per rinnovare i vertici del Comitato lombardo – spiega – Se si presenteranno due squadre ad una potrei dare il mio aiuto. Quando mi sono candidato, a livello provinciale, regionale o nazionale, non ho mai perso per la mia credibilità nel movimento cestistico. La vicinanza delle società lombarde ma anche nazionali è testimoniato dagli attestati di stima che sto ricevendo in questi giorni dopo aver rassegnato le dimissioni e la cosa mi conforta”. Un Mattioli di nuovo in corsa per la presidenza, però, è un’ipotesi che lo stesso ex ottico trevigliese smentisce. “Qualcuno spera che mi ricandidi come presidente, ma è difficile – conclude Mattioli – Ho fatto una promessa a mia moglie Silvana…”.