L’ultima partita del Caravaggio risale al 17 dicembre 2017 quando i biancorossi furono sconfitti 2-0 sul campo della Bustese. A distanza di tre settimane la Serie D (girone B) riapre i battenti domenica 7 gennaio 2018 con la 20ª giornata di campionato. Per l’undici bassaiolo un ritorno in campo non certo facile in casa di una delle più ambiziose formazioni del raggruppamento: i cremaschi della blasonata Pergolettese 1932.

Andata vittoriosa per i bassaioli

In classifica i gialloblu sono sesti con 32 punti all’attivo (contro i 23 del Caravaggio che vanta 5 punti di vantaggio sulla zona playout) e al «Comunale G. Voltini» sono imbattuti nelle 9 partite disputate dove hanno vinto 6 volte e pareggiato 3. Nel ricco organico della squadra di Crema spicca su tutti l’esperta punta centrale Carlo Emanuele Ferrario che ha calcato i campi della Serie C, bomber della Pergolettese con ben 16 gol realizzati. All’andata a Caravaggio finì 4-3 per i bassaioli, una partita che mister Marco Bolis ancora ricorda.

«E’ stata una vittoria rocambolesca. Eravamo sotto di 2 reti, sull’1-3, poi negli ultimi venti minuti la Pergolettese è sparita dal campo e noi abbiamo ribaltato l’incontro. Detto questo i cremaschi sicuramente hanno qualcosa in più come organico di noi, ma è anche chiaro che ogni partita va giocata e bisogna essere sempre propositivi: dobbiamo andare domenica al Voltini con questa mentalità se vogliamo muovere la classifica».

Più vincenti in trasferta

In trasferta i caravaggini sono in perfetto equilibrio: in 9 partite ne hanno perse 3, e altrettante ne hanno vinte e pareggiate.
«In trasferta abbiamo fatto più punti che in casa e c’è anche un motivo – spiega l’allenatore che vive a Mozzo, nell’hinterland di Bergamo – certe volte sul nostro campo abbiamo un atteggiamento sbagliato, vogliamo vincere a tutti i costi e rischiamo troppo. E così ci sbilanciamo e rischiamo di prendere gol, poi una volta andati in svantaggio è difficile rimontare. Ai ragazzi continuo a dire che dobbiamo avere la mentalità di giocare sotto la linea della palla e non rischiare troppo».

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Che tipo di squadra è la Pergolettese?

«Ferrario è il punto fermo e importantissimo dei cremaschi, ma ci sono molti giocatori di alto livello come ad esempio i due interni di centrocampo Rossi e Manzoni. Hanno da poco cambiato allenatore (De Paola ha preso il posto di Curti nella seconda decade di dicembre. ndr) anche se non stanno male in classifica. Ma quella cremasca è squadra costruita per stare in alto, per lottare al vertice, e ha tutte le carte in regola per farlo».

Tanti giorni di sosta come li avete trascorsi, e da ex giocatore prima e da esperto allenatore ora, quali sono i problemi maggiori da superare al rientro?

«Abbiamo fatto i test e i richiami sulla forza, oltre al lavoro aerobico; nell’ultima settimana abbiamo ripreso il lavoro regolare di sempre. Dopo una lunga sosta il problema è mentale più che fisico. Vieni da alcune settimane dove sei rilassato e hai perso la tensione della partita da disputare. Bisogna quindi riuscire a ridare ai giocatori quella giusta tensione agonistica che è fondamentale la domenica».