La riapertura del chiosco, dopo un periodo di chiusura prolungata, ha rappresentato un nodo cruciale di scontro tra maggioranza e opposizione, in particolare tra il gruppo consiliare “Vivi Bariano” e il capogruppo di minoranza Marino Lamera. Le divergenze si sono focalizzate sulla storia del parco, sulla sua gestione e sullo stato attuale dell’area verde di via Montegrappa.
Il parco conteso: la disputa sulle origini del “Giardino di Bariano”
Finalmente, il chiosco di via Montegrappa, situato all’interno del “Giardino di Bariano”, ha riaperto i battenti il 16 maggio 2026, tornando operativo dopo un lungo periodo di attesa. L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea Rota, ha annunciato la riapertura e ha augurato buon lavoro ai nuovi gestori, ponendo fine, almeno sul piano pratico, a una vicenda che ha assunto una forte connotazione politica. Le polemiche erano emerse a marzo, quando Marino Lamera aveva sollevato questioni sulle condizioni del parco e sulla chiusura del chiosco, rivendicando in parte il merito della creazione dell’area verde. Questa affermazione ha suscitato una rapida reazione dal gruppo “Vivi Bariano”, tramite il blog ufficiale del consigliere Luigi Gastoldi. La maggioranza ha contestato la ricostruzione storica di Lamera, sostenendo che il progetto del parco fosse frutto di un percorso collettivo avviato nel 1992, coinvolgendo studenti, insegnanti e associazioni locali. Secondo “Vivi Bariano”, quando Lamera è entrato nell’Amministrazione nel 2000, il “Giardino di Bariano” era già una realtà consolidata. Inoltre, la maggioranza ha respinto le accuse di incuria nei confronti dell’attuale gestione del parco, evidenziando gli investimenti recenti, come l’installazione di giochi inclusivi, telecamere di sicurezza, wi-fi pubblico e una cassetta per il book-crossing. Gastoldi ha sottolineato che le segnalazioni di degrado e vandalismo erano documentate da oltre un decennio e non rappresentavano un problema esclusivo degli ultimi anni.
La replica della minoranza e il nodo del chiosco
Marino Lamera ha risposto rapidamente, accusando la maggioranza di presentare una visione parziale della storia del parco. Pur riconoscendo che il progetto originale del “parco naturale scolastico” fosse nato nel 1992, Lamera ha sostenuto che molte opere non fossero state completate e che, alla fine degli anni Novanta, l’area fosse in condizioni di abbandono. Ricordando il degrado del parco nel 1999, con erba alta e percorsi poco curati, Lamera ha ribadito il proprio contributo alla valorizzazione successiva dell’area, esprimendo anche critiche sulla lentezza del bando per il chiosco, che a suo avviso doveva essere gestito più rapidamente. La questione del punto ristoro è divenuta simbolo di un dibattito più ampio: da una parte chi difendeva i progressi compiuti nel parco, dall’altra chi chiedeva maggiore attenzione alla manutenzione e vivibilità dell’area.
Il bando, il nuovo gestore e la riapertura del 16 maggio
Ad aprile, la situazione ha iniziato a sbloccarsi con l’assegnazione della gestione del chiosco alla società “Condor Eventi” di Palazzolo, unica candidata al bando pubblicato dal Comune. L’offerta prevedeva un canone annuo di 3.600 euro oltre IVA, e subito dopo l’assegnazione sono iniziati i lavori di sistemazione della struttura per permettere la riapertura in vista della bella stagione. Questa notizia ha ricevuto un consenso trasversale, con Lamera che ha accolto positivamente la nomina dei nuovi gestori, manifestando fiducia nella loro capacità di riportare decoro e vitalità al parco di via Montegrappa. Tuttavia, non ha mancato di lanciare una nuova critica politica verso “Vivi Bariano”, richiamando l’attenzione sulla memoria storica dell’area. Con la riapertura ufficiale avvenuta il 16 maggio, il chiosco del “Giardino di Bariano” è tornato finalmente a disposizione dei cittadini, pronto a diventare nuovamente un punto di riferimento per famiglie, giovani e frequentatori del parco. Sebbene le polemiche politiche degli ultimi mesi rimangano sullo sfondo, il “Giardino di Bariano” tenta di voltare pagina, ripartendo da questo luogo simbolo, che era diventato il centro del dibattito pubblico per settimane.