Polemiche a Treviglio

Corsi di autodifesa per donne a Treviglio: il dibattito continua

Il Partito Democratico risponde al sindaco, chiedendo la reintroduzione delle commissioni consigliari per un confronto più aperto

Corsi di autodifesa per donne a Treviglio: il dibattito continua

Le polemiche sui corsi di autodifesa per donne a Treviglio non si placano. L’iniziativa, proposta dall’opposizione tramite una mozione, è stata infatti bocciata dalla maggioranza.

La bocciatura della mozione

Come ha dichiarato la vicesindaco Pinuccia Prandina durante la seduta del 26 maggio, la mozione è stata rigettata poiché l’Amministrazione comunale stava già elaborando un progetto simile. Il sindaco Juri Imeri aveva anche suggerito alla capogruppo del Pd, Matilde Tura, di convertire la mozione in una raccomandazione, ma tale proposta è stata rifiutata. Recentemente, su un quotidiano locale, Imeri ha affermato che l’opposizione avrebbe dovuto condividere il contenuto della mozione con la maggioranza prima della sua presentazione, per evitare divisioni in Consiglio. Queste parole hanno suscitato la reazione del Partito Democratico.

Richiesta di maggiore partecipazione

«Il Consiglio comunale è l’organo istituzionale dove tutti i membri sono chiamati a discutere e valutare le proposte, sia che provengano dalla maggioranza che dalla minoranza – si legge in un comunicato del Pd – Negli ultimi cinque anni, la maggioranza ha presentato varie mozioni e ordini del giorno su temi diversi, senza alcuna preventiva condivisione con la minoranza. Proprio per questo motivo, abbiamo richiesto più volte la reintroduzione delle Commissioni consiliari, che sono il luogo naturale per un approfondimento e un confronto sui temi all’ordine del giorno. La maggioranza, tuttavia, ha sempre rifiutato, dimostrando scarsità di interesse per un dialogo strutturato con le opposizioni».

Stupore per le dichiarazioni del sindaco

Di fronte a queste affermazioni, l’opposizione ha manifestato sorpresa per le dichiarazioni rilasciate da Juri Imeri.

«Sorprende che il sindaco giustifichi la bocciatura della nostra proposta, affermando che non sia stata condivisa prima della presentazione, avvenuta sette giorni prima della seduta consiliare – attacca il Pd – Dove sarebbe dovuta avvenire questa condivisione? In quale sede istituzionale, considerando che le Commissioni non esistono più? Questa motivazione appare poco convincente e mette in luce una partecipazione e un confronto istituzionale che sembrano distanti dalla realtà di un Consiglio comunale».