Cultura per tutti

“Tracce”: spettacolo inclusivo nel bosco di Lurano

Il 18 e 19 giugno si svolgerà la prima produzione internazionale di un evento itinerante dedicato a un pubblico autistico, neurodivergente e con disabilità cognitive.

“Tracce”: spettacolo inclusivo nel bosco di Lurano

La cultura è un diritto inalienabile, accessibile a tutti, indipendentemente dalle abilità individuali. È con questo spirito che nasce “Tracce”, il primo spettacolo itinerante in Italia, progettato per un pubblico dai 7 anni in su, autistico, neurodivergente o con disabilità cognitive.

Un teatro per tutti nel bosco

Dopo il debutto nazionale avvenuto il 5 e 6 giugno al festival Vimercate dei Ragazzi, il progetto si sposta nella suggestiva cornice del bosco adiacente al Villaggio Solidale di Lurano (via dei Boschi 20), dove andrà in scena in doppia replica il 18 e 19 giugno alle 10 e alle 13.30. L’iniziativa mira a portare il teatro a chi finora non ha potuto beneficiare di un’offerta adeguata.

I partecipanti comprenderanno bambini e ragazzi del servizio “Autismo e Possibilità” di Brignano e Castel Cerreto, gestito dalla Cooperativa Fili Intrecciati. Il progetto è finanziato dal Bando Cultura 2026 della Fondazione Cassa Rurale di Treviglio e vede la collaborazione di diverse realtà: Campsirago Residenza, ArteVOX Teatro, Pandemonium Teatro e la Bamboozle Theatre Company, conosciuta a livello internazionale per il suo impegno nel teatro inclusivo.

Un’attenzione particolare per il pubblico

Negli incantevoli boschi di Campsirago, gli artisti hanno unito le forze per perfezionare uno spettacolo che si basa su un concept collettivo creato da Marta Galli, Anna Maini, Michele Losi (regista), Christopher Davies e Sue Pyecroft di Bamboozle. L’accoglienza sarà affidata a Flavio Panteghini e Liliana Benini, che daranno il benvenuto ai partecipanti con una welcome song, creando un legame diretto e personale con ciascuno di loro. La musica, in questo contesto, diventa uno strumento di fiducia.

Il ruolo del musicista/attore sarà ricoperto alternativamente da Flavio Panteghini o da Federico Piscitello, entrambi di Pandemonium, che accompagneranno i partecipanti con flauto, ocarina e chitarra.

“I suoni – affermano – vengono riprodotti anche con gli elementi naturali, come foglie secche e legni. La natura ha un effetto benefico su tutti, soprattutto sulle persone nello spettro autistico, che qui non sono sovrastimolate e possono rilassarsi.”

I suoni saranno registrati dal vivo e mixati in tempo reale dal sound designer Luca Maria Baldini, che interpreterà anche una salamandra.

“La musica – spiega l’artista – connette mondi diversi. In ‘Tracce’, ho dovuto adattare il mio approccio al suono, tenendo conto delle diverse esigenze di sviluppo cognitivo del pubblico. I consigli di Christopher e Sue sull’approccio istintivo e la cura sono stati fondamentali.”

La musica diventa un elemento partecipativo durante l’evento.

“Durante il percorso – prosegue il sound designer – si verrà accompagnati da suoni di ocarina e sivli, oltre a paesaggi sonori e musica ambient, costruendo una vera colonna sonora.”

Un nuovo approccio al teatro

La regia di Michele Losi ha avuto un ruolo cruciale nel processo creativo, guidando la realizzazione dello spettacolo in armonia con il paesaggio circostante.

“Mi sento a mio agio – afferma il regista –. Anni fa, alcuni ragazzi neurodivergenti assistettero a uno spettacolo in natura (non pensato per loro) e i feedback furono eccezionali. Da lì, ho avuto l’intuizione di una ‘non regia’, dove la narrazione è definita dalle tappe del percorso, creando piccoli processi trasformativi.”

La drammaturgia è prevalentemente non verbale.

“La scelta – spiega Anna Maini – è dettata dalla necessità di accessibilità. Raccontiamo attraverso azioni, immagini e musica, utilizzando parole solo nelle canzoni iniziale e finale.”

Il performer che guida l’azione è rappresentato da Marta Galli, in alternanza con Anna Maini di ArteVOX.

“La guida è il custode – affermano –. Si prende cura dei partecipanti, ascoltandoli per rispondere ai loro bisogni. È un tramite tra il pubblico e i personaggi, in particolare Tessy, la protagonista.”

“La connessione è fondamentale – affermano Christopher Davies e Sue Pyecroft. Senza connessione, la storia perde di valore, e noi ci impegniamo a crearla.”