Treviglio è in lutto per la morte di Padre Vittorio Bonfanti, avvenuta domenica 5 aprile 2026 all’età di 76 anni.
La vita di Padre Vittorio
Nato il 19 settembre 1950 a Vaprio d’Adda, Padre Vittorio è stato ordinato sacerdote nel 1977 nella congregazione dei Padri Bianchi Missionari d’Africa a Treviglio. Ha dedicato gran parte della sua vita alla diffusione del Vangelo, trascorrendo quasi vent’anni in Mali. Qui, ha condiviso la vita quotidiana con la popolazione locale, mostrando umiltà, semplicità e amore. In collaborazione con Padre Charles Bailleul, ha lavorato per promuovere le lingue e la cultura locali, pubblicando opere di riferimento e traduzioni, in particolare riguardanti l’Antico Testamento. Ha lasciato un segno profondo nella parrocchia di Notre-Dame de l’Épiphanie a Kolokani, dove ha prestato servizio dal 1997 al 2002. Il suo impegno per i giovani, il sostegno allo sviluppo locale e la guida spirituale continuano a ispirare le generazioni future.
Il suo impegno in Sicilia
Quando la sua salute ha iniziato a deteriorarsi, Padre Vittorio ha continuato la sua missione a Modica, in Sicilia. Qui, insieme ad altri missionari, ha fondato la Comunità Intercongregazionale per assistere i migranti che arrivavano nei porti di Pozzallo e Lampedusa. Sottolineava l’importanza di «aiutarli a casa nostra», poiché il mondo continua a cercare opportunità e realizzazione nel nostro Nord, mentre nel Sud del mondo tali possibilità sono spesso negate. Molti a Modica lo ricordano per la sua capacità di relazionarsi con tutti. Anche durante la pandemia di Covid, non ha smesso di percorrere le strade locali, indossando una mascherina e cercando chi aveva bisogno. Grazie al progetto Presidio di Caritas italiana, ha raggiunto situazioni di grave violazione dei diritti, promuovendo una casa di seconda accoglienza per i giovani migranti e curando la sepoltura dignitosa di coloro che non riuscivano a completare la traversata mediterranea.
Cinque anni fa, Padre Vittorio è tornato a Treviglio per assistere i confratelli anziani dei Padri Bianchi. Considerava questo un dovere e amava ripetere: «Così come hanno aiutato me a diventare missionario, ora io aiuto loro nella loro vecchiaia».
