Documenti modificati e sostituiti dopo la pubblicazione all’Albo Pretorio: Natale Buzzi, un cittadino di Pontirolo Nuovo, ha sollevato interrogativi sulle procedure degli uffici comunali. Esperto nell’uso delle tecnologie, Buzzi ha dimostrato che alcuni documenti inizialmente pubblicati sul sito del Comune sono stati sostituiti senza alcuna comunicazione ufficiale, il che non è consentito.
Documenti scomparsi e modifiche sospette
Nel mirino di Buzzi, noto in paese come «Lino», c’è la delibera di Giunta n. 61 del 2025 e i relativi allegati, pubblicati il 25 settembre scorso. “Ho scaricato e salvato tutti i file quel giorno, come faccio sempre. Tuttavia, dopo due mesi, ho notato qualcosa di strano”, ha dichiarato. Infatti, sul sito del Comune, la delibera non era più visibile nell’elenco delle pubblicazioni, ed era rintracciabile solo tramite la funzione di ricerca. “Ho trovato la situazione anomala. Quando ho riaperto i file, ho notato che le dimensioni erano cambiate, alcune in modo significativo, e persino i nomi dei file non corrispondevano più agli originali”.
Richiesta di chiarimenti al Prefetto
Di fronte a queste anomalie e dopo aver confrontato i documenti, Buzzi si è rivolto al Prefetto per ottenere chiarimenti dagli uffici comunali.
“Il Prefetto ha interpellato la società informatica che gestisce il sito del Comune, ricevendo rassicurazioni sul fatto che i documenti non siano stati modificati dopo la prima pubblicazione. Ma come posso aver scaricato una versione differente a settembre? I metadati non mentono: riportano data e ora del caricamento online, e dimostrano chiaramente che i file di settembre sono diversi da quelli presenti a novembre come allegati della stessa delibera”.
Davanti a queste due versioni dei documenti, è difficile contestare l’evidenza.
“La questione non riguarda solo cosa sia stato modificato, ma il corretto modo di procedere: si sarebbero dovuti fare rettifiche, integrazioni o annullare la prima pubblicazione per ripubblicare i documenti corretti. Non è accettabile cambiare atti pubblici in modo occulto e poi negare l’evidenza. Questa situazione mina la fiducia nella trasparenza e nell’affidabilità”.
Infine, Buzzi ha sollevato preoccupazioni riguardo ai documenti con firma digitale, poiché il Comune non pubblica i file p7m, che certificano dati, orario e dettagli della firma, limitandosi a fornire solo le versioni in pdf.