Intitolato a Bonacina l’Auditorium di Bcc: il messaggio di Redaelli
Il presidente della banca esprime orgoglio per la partecipazione della comunità: "Gianfranco è un esempio che ispira il nostro lavoro"
31/07/2026 alle 10:22
Nei giorni scorsi, l’Auditorium delle ex Canossiane di Treviglio è stato intitolato al storico presidente della Bcc, Gianfranco Bonacina. Bonacina è stato una figura chiave nel movimento cooperativo lombardo e oltre. Nonostante l’assenza fisica alla cerimonia a causa di un recente intervento chirurgico, l’attuale presidente Ruggero Redaelli ha voluto salutare i partecipanti, esprimendo soddisfazione per un’iniziativa che porta la sua firma e spiegando il significato dell’intitolazione.
Redaelli: “Custodire e trasmettere la memoria di Bonacina”
La cerimonia di intitolazione
«Sono molto orgoglioso della partecipazione con cui la Comunità ha accolto la cerimonia di intitolazione dell’Auditorium di Treviglio a Gianfranco Bonacina», ha dichiarato Redaelli. «Ho voluto fortemente questo momento perché sono convinto che la memoria lasciata da Gianfranco meriti di essere custodita e trasmessa, non solo per ciò che ha rappresentato per la nostra Banca, ma per l’esempio che ha saputo offrire all’intera Comunità. Questa cerimonia è stata un’occasione per ritrovarci attorno ai valori della cooperazione, della mutualità e della responsabilità sociale, principi che hanno guidato l’intera vita professionale e personale di Gianfranco. Intitolare a lui l’Auditorium significa affidarne il ricordo a un luogo dedicato all’incontro, al dialogo, alla cultura e alla formazione: uno spazio vivo, aperto al territorio, che continuerà a parlare alle persone così come Gianfranco ha saputo fare durante tutta la sua vita. Abbiamo voluto che questa intitolazione seguisse l’assemblea dei giovani soci proprio per il forte valore simbolico di questo passaggio: ricordare Gianfranco non come una figura del passato, ma come un esempio che continua a ispirare il nostro operato e che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni. Il rammarico più grande è non aver potuto essere presente fisicamente per vivere questo momento insieme a tutti i partecipanti. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine alla moglie, ai figli, agli amici di Gianfranco e a tutti coloro che hanno partecipato con affetto e commozione a questa cerimonia, rendendola ancora più significativa».
Il presidente Ruggero Redaelli, a sinistra, e il vice Giovanni Grazioli