I recenti eventi ai seggi elettorali di Fara d’Adda continuano a suscitare polemiche. Domenica scorsa, il vicepresidente dell’ANPI, Ernesto Colombo, ha minacciato il rappresentante di lista di FdI, Samuele Lo Faro (nella foto sopra), scatenando una reazione da parte del partito.
La reazione di Lo Faro
Lo Faro ha presentato un esposto ai Carabinieri e un verbale è stato redatto dalla Polizia locale. L’incidente è diventato pubblico ieri e ve l’avevamo riportato in questo articolo. Il presidente territoriale di Fratelli d’Italia ha espresso la sua delusione per la reazione del sindaco Raffaele Assanelli, che non ha stigmatizzato l’accaduto come sperato. Ecco le sue parole, comunicate in un press release questa mattina, sabato 28 marzo:
“Ci aspettavamo che, nella sua qualità di Primo Cittadino, Assanelli condannasse fermamente l’accaduto. Invece, le sue parole hanno dimostrato una confusione tra il piano personale e quello politico, e una mancanza di riconoscimento di un fatto accertato, cercando giustificazioni a tutti i costi”.
Le motivazioni dietro l’aggressione
Il conflitto è nato dalla presenza di Lo Faro ai seggi, dove si trovava con materiale del “Comitato per il Sì”. Colombo ha reagito con rabbia a questa legittima presenza, come sottolineato dallo stesso Lo Faro, che ha richiamato le normative ministeriali in materia.

“Come previsto dal manuale del Ministero dell’Interno, i rappresentanti sono autorizzati a portare distintivi del partito o del comitato promotore. Durante le loro funzioni, essi sono considerati pubblici ufficiali, per cui si procede con giudizio direttissimo in caso di reati contro di loro” – ha dichiarato Lo Faro.
Minacce e ridimensionamenti

“Per rispetto, non ho riportato nel dettaglio le minacce di Colombo. Tuttavia, è necessario chiarire che la sua versione dei fatti è diversa dalla realtà. La minaccia era diretta e formalmente registrata, avvenuta alla presenza delle forze dell’ordine. Inoltre, ci sono prove video e audio dell’incidente. Se il sindaco ha deciso di schierarsi, ha scelto la parte sbagliata”.