Questa mattina, 9 marzo 2026, i lavoratori della Bianchi Industry di Verdellino hanno dato vita all’ultimo atto di un pacchetto di dieci ore di sciopero indetto dai sindacati in seguito al licenziamento di un dipendente.
Mobilitazione contro il licenziamento
Il sindacato ha organizzato la protesta in tre fasi: quattro ore mercoledì, quattro giovedì e due oggi. Questa mobilitazione è stata decisa dopo che l’assemblea dei lavoratori ha ritenuto pretestuose le motivazioni aziendali. Secondo le sigle sindacali, il dipendente era stato oggetto di una particolare attenzione da parte della direzione, un atteggiamento che ha spinto i colleghi a sostenerlo. Il licenziamento sarebbe avvenuto a seguito di contestazioni riguardanti ammonizioni disciplinari.
“Riteniamo che le motivazioni del licenziamento siano strumentali – hanno dichiarato Vittorio Tornaghi della Fiom Cgil e Mirco Locati della Fim Cisl – Con questa mobilitazione vogliamo inviare un messaggio chiaro alla proprietà: l’uso sistematico delle sanzioni disciplinari sta generando un clima di forte tensione che non tollereremo. I problemi in azienda si affrontano attraverso il dialogo e relazioni sindacali corrette, non con misure unilaterali espulsive. Attendiamo una risposta dall’azienda e non escludiamo altre forme di mobilitazione se non ci sarà apertura al confronto”.
La posizione dell’azienda
La direzione della Bianchi Industry, che impiega circa 200 persone nello stabilimento di Zingonia, ha risposto alle accuse dei sindacati esprimendo rammarico per una situazione inedita.
“Al collega sono stati segnalati numerosi inadempimenti legati alla sicurezza – ha dichiarato l’azienda – Nonostante i nostri sforzi per educare al rispetto delle norme, anche attraverso corsi di formazione, il problema persiste. Questa situazione è insolita per noi, così come gli scioperi, che di solito avvengono solo a livello nazionale. È una novità negativa, ma la sicurezza non può essere sottovalutata. Ogni giorno si registrano infortuni sul lavoro e, quando un’azienda agisce per garantire il rispetto delle norme di sicurezza, ci si aspetterebbe una reazione diversa dal sindacato. Non ce l’aspettavamo e non la comprendiamo”.