Micol Magni partecipa alla “Biennale Internazionale delle donne”. Nata nel 1975 a Treviglio, l’artista cinquantenne è stata scelta per la quinta edizione di questa prestigiosa mostra internazionale, che si tiene a Trieste dal 28 marzo al 3 maggio.
“È la mia prima partecipazione alla Biennale – ha dichiarato Micol Magni – Essere selezionata mi ha reso molto felice. La mostra mi offre l’opportunità di confrontarmi con altre artiste provenienti da tutto il mondo in una città di confine come Trieste, che è molto stimolante. Inoltre, la mia opera ‘Natural born hippie’ si allinea perfettamente al tema di questa edizione”.
Il tema centrale di quest’edizione ruota attorno al progetto curatoriale “La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità, immaginare altrimenti”, curato da Riccardo Rizzetto. La mostra esplora la nostalgia come strumento culturale e politico, offrendo una rilettura del passato come rifugio in un presente caratterizzato da incertezze, mentre propone un’illusione di sicurezza che rischia di immobilizzare il futuro, visto come una promessa non mantenuta.
“La nostalgia consente molteplici interpretazioni – ha aggiunto Micol Magni – Quando la Biennale ha aperto una call per selezionare le artiste in base alle opere proposte, ho subito pensato che la mia opera ‘Natural born hippie’ fosse perfetta per il tema. Si tratta di un dittico, olio su lino 100×100 centimetri, che si sviluppa come una scultura attraverso la pittura. Fa parte di una serie di cinque quadri che uniscono frammenti di immagini tratte da fotografie degli anni Sessanta e Novanta”.
Un’arte poliedrica per Micol Magni
Oltre alla pittura, Micol ha esplorato anche altre forme d’arte nel corso della sua carriera.
Dopo il diploma al liceo artistico, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Brera dal 1994 al 1999, dove ha beneficiato degli insegnamenti del maestro Alberto Garutti, il cui corso di Pittura l’ha spinta a dedicarsi all’arte e a creare le sue prime opere. In aggiunta, si è cimentata nella lavorazione del vetro e ha progettato una linea di abbigliamento sartoriale specializzata nella realizzazione di abiti da lavoro.
“L’arte – ha concluso Micol – è sempre stata una pratica che ho affiancato ai miei vari lavori, e continua a farlo, visto che da circa quindici anni insegno ‘Arte e immagine’ nella scuola secondaria. Ho avuto l’opportunità di apprendere molte tecniche e linguaggi grazie alle persone che mi sono state vicine e alla mia passione per la manualità. Tuttavia, non mi considero un’artista completa; preferisco associare all’arte un senso di incompiutezza”.