Il nuovo progetto sociale

Un appartamento confiscato alla mafia per supportare donne maltrattate

L'immobile in via Pontirolo a Treviglio sarà parte del programma "La casa che fa rete"

Un appartamento confiscato alla mafia per supportare donne maltrattate

L’immobile confiscato alla criminalità organizzata a Treviglio sarà destinato a un’iniziativa di sostegno per donne vittime di maltrattamenti.

Dettagli sul sequestro

La Giunta comunale ha deciso di utilizzare l’alloggio situato in via Pontirolo 53 (nella foto di copertina è visibile il complesso residenziale, ndr) che, nell’agosto del 2025, è stato trasferito al Comune di Treviglio dall’“Anbsc” (Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata). Questo “dono” è stato voluto dall’amministrazione guidata dal sindaco Juri Imeri per scopi sociali.

“E’ ferma volontà di questa Amministrazione promuovere la legalità attraverso il riutilizzo sociale dei beni sottratti alle mafie, restituendoli alla collettività come presidi di solidarietà e riscatto – si legge nella delibera approvata dalla Giunta – Le linee programmatiche di mandato prevedono infatti il potenziamento delle politiche di contrasto alla violenza di genere e il sostegno all’autonomia abitativa di soggetti fragili”.

Il progetto “La casa che fa rete”

Come evidenziato nel documento, i Servizi Sociali comunali hanno riscontrato un aumento della domanda di soluzioni abitative temporanee per donne sole che terminano percorsi di protezione dopo situazioni di violenza familiare o che escono da strutture comunitarie, necessitando di un periodo di transizione verso l’autonomia. Pertanto, è stato elaborato un progetto specifico, denominato “La casa che fa rete”, che prevede l’utilizzo di questo immobile per accogliere donne con o senza figli minori, offrendo non solo alloggio, ma anche percorsi di accompagnamento all’inserimento lavorativo e sociale.

Supporto per donne vulnerabili

La fase di “seconda accoglienza” è fondamentale per prevenire recidive nella violenza o situazioni di marginalità sociale. Attualmente, l’unica opzione offerta dai Servizi Sociali è l’inserimento in una struttura comunitaria, con un costo medio giornaliero di 65 euro per donna con minori. L’obiettivo del progetto “La casa che fa rete” è di promuovere l’empowerment e l’autonomia socio-economica di donne sole, comprese quelle vittime di violenza, attraverso la fornitura di un alloggio dignitoso e l’attivazione di percorsi personalizzati di accompagnamento. Beneficeranno del progetto donne, italiane o straniere, maggiorenni, con o senza figli minori a carico, residenti nel Comune di Treviglio, provenienti da percorsi in case rifugio accreditate, comunità o altre soluzioni abitative emergenziali, che abbiano sottoscritto un progetto personalizzato di uscita con i servizi sociali e che attualmente non siano in grado di raggiungere l’autonomia economica o abitativa.