di Sharon Vassallo
Questa settimana torna l’appuntamento con il Giornale di Treviglio, Romanoweek e Cremascoweek, impegnato a valorizzare il calcio locale e le realtà che lo sostengono. Anche voi, lettori, potrete partecipare e votare per il vostro e nostro “Pallone d’Oro”. Scoprite come sostenere il vostro campione. Nel frattempo, conosciamo meglio i nostri candidati.
Isacco Campagna: un attaccante con passione
Isacco Campagna è un giovane attaccante della Juniores Under 19 dell’A.S.D. Vidalengo e uno dei candidati al «Pallone d’Oro» del Giornale di Treviglio. La sua carriera calcistica è iniziata da bambino, in un percorso caratterizzato da passione e continuità con il suo club. Nonostante gli impegni scolastici, Isacco vive il calcio con equilibrio, tenendo sempre presente l’importanza del divertimento e del miglioramento personale.
Quando è sbocciata la tua passione per il calcio?
“La mia passione per il calcio è nata da molto piccolo, grazie a mio padre. Ma l’amore per questo sport coinvolge tutta la mia famiglia: anche i miei zii giocavano a calcio, e uno di loro ha fatto il capitano della prima squadra del Vidalengo per anni. Ricordo le domeniche, dopo pranzo dai nonni, quando andava a giocare. Mio padre è interista e così sono diventato anche io: guardavo le partite con lui. A quattro anni, ho iniziato a giocare all’Orsa, la scuola calcio del Vidalengo. Da allora non ho mai cambiato squadra.”
Qual è il tuo ruolo?
“Attaccante. Non sono sempre stato in questo ruolo; credo che sia stato un allenatore a mettermi lì al primo allenamento. Probabilmente ho segnato e mi ha lasciato in attacco.”
Ti piace giocare in attacco?
“Sì, mi piace molto. Gioco principalmente sulle fasce e, se potessi scegliere, vorrei provare anche il ruolo di trequartista. La difesa non mi attira, mentre il centrocampo non è il mio forte.”
C’è un calciatore che ammiri?
“Da piccolo, il mio idolo era Ronaldo. Non so perché, ma durante i Mondiali del 2014 mi sono appassionato a lui tanto che ho chiesto le sue scarpette come regalo di Natale. Essendo interista, ho sempre guardato anche i giocatori dell’Inter: da bambino ammiravo Milito e, crescendo, Icardi, che segnava spesso quando ho iniziato a seguire le partite.”
Chi sei al di fuori del campo?
“Sono una persona tranquilla, anche se a volte mi innervosisco, sia in partita che con gli amici. Mi piace essere un leader e avere il controllo della situazione. Con gli amici sono socievole, ma apprezzo anche momenti di solitudine. Cerco di trovare un equilibrio tra le due cose e mi piace far ridere gli altri.”
Hai altri hobby oltre al calcio?
“La scuola occupa molto del mio tempo: sono in quinta al liceo scientifico e quest’anno affronterò la maturità. Ho poco tempo libero, poiché dopo aver studiato devo correre agli allenamenti. È complicato gestire tutto, ma non impossibile. Non sono completamente tranquillo, ma nemmeno in difficoltà estrema.”
Hai un sogno, dentro e fuori dal campo?
“Fuori dal campo, il mio obiettivo immediato è decidere cosa fare all’università, perché al momento sono un po’ confuso. A lungo termine, mi piacerebbe semplicemente essere soddisfatto di ciò che ho fatto, senza rimpianti. Non considero fondamentale diventare famoso o ricco. Dentro il campo, come tutti, sogno di diventare professionista o di vivere grazie al calcio.”
Chi ha avuto un ruolo importante nel tuo percorso calcistico?
“Mio papà è sicuramente la persona più importante. È sempre venuto a vedermi giocare, anche quando ero piccolo, e continua a farlo. Non importa quanto lontano si giochi, lui è sempre presente. Quando ero più giovane, anche mio nonno veniva a vedere le partite e si interessava ai risultati. Ora è più anziano e ha difficoltà, ma il suo supporto è sempre stato significativo.”
Che consiglio daresti a un bambino che inizia a giocare a calcio?
“Mio fratello, di un anno e mezzo, inizierà a giocare presto. Gli direi di divertirsi. Oggi noto molti bambini che subiscono troppe pressioni: genitori che discutono con gli allenatori e allenatori che urlano. Anche il tono di voce può essere difficile per un bambino. Io sono stato fortunato, perché a Vidalengo ho sempre avuto allenatori bravi. Divertirsi è fondamentale: se ti diverti all’inizio, è difficile smettere.”
Perché dovrebbero votarti come calciatore del Pallone d’Oro?
“Sono un ragazzo timido e l’idea di essere votato sarebbe nuova per me. Ho giocato a Vidalengo fin da quando avevo quattro anni e credo di essermi sempre comportato bene. Penso che sia più importante essere una buona persona che un bravo calciatore.”