Pallone d'oro

Tommaso Maccherini: Il portiere biancoceleste che sogna di seguire le orme di Buffon

Il Giornale di Treviglio, Romanoweek e Cremascoweek si impegnano a valorizzare il calcio locale e i suoi protagonisti.

Tommaso Maccherini: Il portiere biancoceleste che sogna di seguire le orme di Buffon

di Sharon Vassallo

Inizia una nuova settimana con una nuova intervista. Il Giornale di Treviglio, Romanoweek e Cremascoweek si ritrovano in campo per un obiettivo importante: mettere in luce il calcio locale, le società che lo sostengono e la passione di chi lo pratica. E voi, lettori, avrete l’opportunità di partecipare e votare per il vostro e nostro “Pallone d’Oro”. Scopri come sostenere il tuo campione e nel frattempo conosciamo meglio i nostri candidati.

Chi è Tommaso Maccherini, il giovane portiere che segue le orme di Buffon?

Classe 2005, Tommaso Maccherini è il portiere della Trevigliese e uno dei nuovi concorrenti al «Pallone d’Oro». Racconta la sua vita tra calcio, studio e i sogni nel mondo dello sport.

Quando è nata la tua passione per il calcio?

“La mia passione per il calcio è iniziata da molto giovane, praticamente a 4-5 anni. L’ho ereditata da mio padre e ho cominciato a giocare molto presto.”

Hai sempre giocato come portiere?

“No, fino ai 10-11 anni giocavo come attaccante. Poi, un po’ per caso, ho cambiato ruolo diventando portiere.”

Quali sono state le tue esperienze più significative?

“Ho trascorso otto anni all’Enotria, un settore giovanile di Milano. Successivamente ho giocato in Lombardia Uno e, in Under 19, sono passato al Sant’Angelo Lodigiano, dove ho disputato la Serie D e alcune convocazioni con la rappresentativa nazionale, partecipando anche alla Viareggio Cup. Dopo, sono andato al Renate in Primavera 2, l’anno scorso ho militato in Eccellenza a Codogno e attualmente sono a Treviglio.”

Qual è stata la tua esperienza più bella finora?

“Sicuramente la scorsa stagione. Partivamo con l’obiettivo della salvezza e siamo arrivati ai playoff. A livello personale è stata la mia miglior annata: sono stato il portiere con più clean sheet del girone. Nell’ultima partita di campionato contro la Colognese ho effettuato due parate decisive che ci hanno permesso di accedere ai playoff. È stato un momento cruciale.”

Come ti descriveresti al di fuori del campo?

“Sono una persona tranquilla, pacata e socievole. Mi piace ascoltare musica, uscire con gli amici e studio Statistica all’università. È una sfida conciliare tutto, soprattutto perché la mia facoltà è impegnativa. Sono un po’ in ritardo con gli esami, ma cerco di gestire al meglio la situazione.”

C’è un portiere a cui ti ispiri?

“Sicuramente Gianluigi Buffon, essendo anche juventino è sempre stato il mio punto di riferimento. Da piccolo ho avuto la fortuna di incontrarlo spesso, dato che ho parenti a Forte dei Marmi.”

Chi ti ha supportato di più nel tuo percorso?

“Mio padre. Mi ha sempre seguito, accompagnato e supportato sia a livello pratico che morale. Gli devo davvero tanto.”

Come vivi le vittorie e le sconfitte come portiere?

“La mia soddisfazione più grande è vincere senza subire gol. Anche se faccio una grande partita, se prendo un gol rimane sempre un po’ di rimpianto. Le vittorie portano gioia, ma il clean sheet è ciò che conta di più per me.”

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Nel calcio, arrivare a giocare tra i professionisti, magari in Serie C. Nella vita, desidero essere felice e costruire un percorso che mi soddisfi veramente.”

Che consiglio daresti a un bambino che inizia a giocare oggi?

“Di credere sempre in se stesso e di non mollare mai. Anche io, fino all’Under 16, giocavo poco e non ero molto alto, poi sono cresciuto tanto. È importante continuare a lavorare, perché le opportunità possono arrivare inaspettatamente.”

Perché dovrebbero votarti come miglior giocatore?

“Per la resilienza. Ho affrontato un infortunio importante che mi ha tenuto lontano dal campo per tre mesi. Non è stata una stagione facile, ma sono tornato e continuo a lavorare con impegno.”