(da sinistra la vittima Hassan Matried e il 53enne tunisino Nouri Hedhili)
Nouri Hedhili, 53enne tunisino, dovrà rispondere di omicidio colposo, omissione di soccorso e occultamento di cadavere, oltre a diverse violazioni delle norme di sicurezza. Le accuse riguardano la morte di Hassan Saber Qamer Ahmed Matried, un egiziano di 43 anni, precipitato dal tetto dell’abitazione di Hedhili a Verdellino lo scorso gennaio.
La tragedia di gennaio
I fatti si sono verificati nei primi giorni dell’anno. Matried, ospite di un centro di accoglienza a Sotto il Monte, si trovava a Verdellino il 4 gennaio, dove Hedhili lo aveva assunto “in nero” per lavori di edilizia nella sua casa di via Galliano, nei pressi della piazza del paese.
Mentre si trovava sul tetto, Matried ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto, subendo un impatto mortale. Invece di contattare i soccorsi, Hedhili, in preda al panico, ha caricato il corpo del 43enne sul suo furgone Renault Master bianco, ripreso dalle telecamere di sorveglianza. Il cadavere di Matried, coperto da coperte, è stato rinvenuto la mattina seguente da alcuni escursionisti tra le 5.57 e le 6.15 a Taleggio.
Arresto e scarcerazione
Le indagini condotte dai carabinieri, supportate da immagini delle telecamere, hanno portato all’arresto di Hedhili il 6 gennaio nella sua abitazione, dove viveva con la famiglia. Questo evento ha scioccato la comunità locale, dato che il tunisino era ben integrato e rispettato.
Successivamente, Hedhili è stato trasferito nel carcere di Bergamo, dove è rimasto alcuni giorni. Difeso dagli avvocati Simone Inno e Gianluca Paris, ha ammesso di aver trasportato il corpo di Matried fino a Taleggio, ma ha negato di averlo ucciso. L’autopsia condotta presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha confermato segni di fratture compatibili con una caduta dall’alto, portando il sostituto procuratore Maria Esposito a chiederne la scarcerazione, autorizzata dal gip il 13 gennaio.
Le accuse a carico di Hedhili
Escluso l’omicidio volontario, il sostituto procuratore ha richiesto il rinvio a giudizio per Hedhili per reati come omissione di soccorso, nonostante le chances di sopravvivenza di Matried fossero praticamente nulle dopo la caduta. Le accuse includono anche omicidio colposo e occultamento di cadavere, oltre a violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.