Durante il Consiglio comunale, è stata respinta la proposta di riduzione delle indennità per il sindaco e la Giunta di Pontirolo Nuovo.
La proposta delle minoranze
La mozione, avanzata dai consiglieri di “Impegno e Innovazione” Paolo Invernizzi e Priscilla Onofrio, e sostenuta dal consigliere di “Cambiamo Insieme” Alessandro Vigentini, mirava a inviare un messaggio simbolico alla comunità in seguito all’introduzione dell’aliquota Irpef comunale quest’anno.
“Il sindaco attuale percepisce uno stipendio superiore rispetto al suo predecessore e la situazione economica del Comune ha portato all’introduzione dell’addizionale. Considerando la necessità di misure per ridurre le spese pubbliche e garantire la sostenibilità del Comune, chiediamo che il Consiglio impegni il sindaco e la Giunta a rivedere le loro indennità e a garantire trasparenza e pubblicità delle informazioni ad esse relative.”
La consigliera Onofrio ha evidenziato che “sarebbe stato sufficiente anche un gesto simbolico di riduzione per dimostrare l’impegno comune e l’intenzione di sacrificarsi per la collettività.”
“Ho rinunciato al mio gettone di presenza sin dall’inizio del mandato” – ha aggiunto – “mentre gli altri consiglieri ricevono compensi modesti. Il sindaco ha la facoltà di ridurre il proprio stipendio, quindi sarebbe stato un messaggio significativo dopo l’introduzione dell’addizionale.”
Mozione bocciata: la posizione della maggioranza
La proposta è stata respinta dalla maggioranza, che ha ascoltato le argomentazioni del sindaco Erika Bertocchi.
“Le indennità degli amministratori sono stabilite dalla normativa nazionale, che mira a garantire la massima dedizione degli amministratori pubblici agli interessi collettivi” – ha spiegato. “La legge di Bilancio 2022 ha introdotto una nuova modalità di calcolo, basata sulla popolazione residente e sull’indennità del presidente regionale di riferimento. Questo adeguamento è obbligatorio. Inoltre, le indennità sono supportate da un fondo statale, pari a 220 milioni di euro nel 2025.”
In merito all’addizionale comunale Irpef, il sindaco ha dichiarato:
“Questa tassa non è collegata alle indennità degli amministratori, ma è necessaria per far fronte alle spese correnti del Comune, come costi del personale, utenze e servizi. Non è corretto insinuare che gli amministratori sottraggano risorse al Comune; chi svolge il ruolo di sindaco, specialmente in comuni di piccole dimensioni, non lo fa per motivi economici. Personalmente, la mia professione precedente mi garantiva uno stipendio molto superiore rispetto a quello di sindaco. Nel bilancio 2025, le indennità complessive per tutti gli amministratori rappresentano solo lo 0,6% della spesa totale dell’ente.”

