Don Franco Perdomini è venuto a mancare questa notte nella sua casa di via Farra a Caravaggio, dopo una vita dedicata alla fede e alla lotta contro l’illegalità. La chiesa di San Bernardino, che ha sempre considerato la sua vera casa, rimarrà testimone del suo impegno.
La vita di don Franco Perdomini
Ordinato sacerdote il 28 giugno 1953 nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Vidiceto, una piccola frazione del comune cremonese di Cingia de’ Botti, celebrò la sua prima messa nel paese natale. L’anno successivo, si trasferì a Caravaggio, dove si dedicò per 17 anni all’oratorio. Successivamente, si iscrisse alla facoltà di filosofia dell’Università Statale di Milano e intraprese la carriera di insegnante al liceo linguistico “Alessandro Manzoni” di Milano, fino al 1992, anno in cui andò in pensione e tornò a Caravaggio. Appassionato di musica sacra, don Franco ha promosso numerose iniziative in città, dalle scuole popolari degli anni ‘70 alla manifestazione “Oltre gli argini”, che mirava a coinvolgere chi non frequentava la chiesa. Ha anche creato un laboratorio per ragazzi in difficoltà, chiuso poi per mancanza di fondi, e ha dato vita all’Università del Tempo Libero, ancora attiva. È ricordato anche per le Feste dei Popoli degli anni ‘90 nel prato di San Bernardino e, soprattutto, per la fondazione dell’associazione “Amici di Libera”, che sensibilizzava la comunità sulla questione della legalità.
Le parole del sindaco Claudio Bolandrini
Il sindaco Claudio Bolandrini è stato tra i primi a rendere omaggio a don Perdomini, annunciando l’allestimento della camera ardente nella chiesa di San Bernardino.
“Ho incontrato don Franco poco tempo fa e l’ho accompagnato in visita alla chiesa di San Bernardino con gli amici più stretti – ha dichiarato – Desiderava vedere il risultato degli ultimi interventi di restauro sull’altare maggiore e sul coro. La sua emozione e la gioia per la bellezza ritrovata della chiesa che amava sono state commoventi: per San Bernardino, don Franco ha fatto molto, come sacerdote di grande spiritualità e mecenate silenzioso e discreto. A nome della città di Caravaggio, esprimo sincere condoglianze ai parenti e agli amici e profonda gratitudine per il servizio svolto alla comunità nella fede e nella carità.”