Aceri abbattuti dalla Protezione civile su incarico dell’agronomo del Comune. Erano pericolosi. Tuttavia il dottore forestale Andrea Wojnar ha voluto dar voce alle piante.

Aceri abbattuti in viale Ungaretti

Gli uomini della Protezione civile si sono messi al lavoro sabato scorso, su incarico dell’agronomo comunale, e hanno abbatutto tre aceri americani in viale Ungaretti. Un’azione su cui il dottore forestale Wojnar, reisdente a Palazzo Pignano, vuole dire la sua.

Se le piante potessero parlare…

“Senza entrare nel merito dell’entità della pericolosità di quegli alberi si intende dar voce ai 5 di quelli che ancora rimangono in piedi: ecco, se potessero parlare, che cosa direbbero di sé e riferirebbero per quelli che non ci sono più”.

“Noi aceri americani eravamo la caratteristica verde del viale Ungaretti, rendendo ombra e frescura durante l’estate. Fino al 2009 eravamo in 40, distribuiti su due filari ai lati opposti della strada: 18 da una parte e 22 dall’altra. Quei 18 di noi piantati dal lato dei condomini davano un po’
di fastidio, eravamo una specie sbagliata per il poco spazio esistente, crescendo velocemente e troppo vicini alle abitazioni, così più degli altri ci hanno eliminato più volte la chioma con varie potature biologicamente scriteriate, non solo opposte alle nostre necessità, ma addirittura
dannose, al punto che alcuni di noi si ammalarono nel legno interno. Un’ultima potatura ci massacrò nel marzo 2014, cercando invano di farci adattare in una forma e dimensioni non nostre poi, dopo soli 4 anni, nella primavera 2018, hanno posto fine alle torture delle errate gestioni e
siamo stati abbattuti tutti senza essere sostituiti.

Danni su danni

“Noi 22 aceri presenti dalla parte opposta ai condomini avevamo invece spazio per crescere liberamente senza dare interferenze a niente o ad alcuno eppure nulla da fare. Nella nostra esistenza hanno inspiegabilmente rapato le nostre chiome con capitozzature ripetute: ne ricordiamo almeno 3, devastanti, ancora visibili sulle chiome dei superstiti. Di conseguenza il nostro legno tenero e vulnerabile è stato gradualmente attaccato da funghi patogeni che nel tempo hanno iniziato a sgretolarlo internamente, sia dai tagli di potatura che dalla base dei fusti. Eliminati quelli morti o moribondi, già nel 2011 eravamo 2 in meno poi nel gennaio 2013 se ne sono andati per abbattimento altri 5 e poi ancora altri negli anni a seguire fino a novembre 2018 quando sono stati tagliati gli ultimi 3: ora rimaniamo solo in 5 ma è questione di tempo ed essendo più o meno malati, prima o poi saremo eliminati per evitare che facciamo danni a qualcuno.

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Solo cinque su 40 ancora vivi

“Noi 5 aceri di viale Ungaretti ancora superstiti a nome dei 40 che eravamo fino a 10 anni fa vorremmo far sapere a voi uomini che:
– ci dispiace per quelli di noi che erano invadenti per gli abitanti dei condomini, ma eravamo una specie sbagliata per la vicinanza alle abitazioni;
– ci dispiace per esserci ammalati tutti al punto di dover essere abbattuti per evitare che qualcuno di noi stroncandosi potesse cadere a terra facendo danni;
– ci teniamo a far sapere che il nostro fastidio alle case è stato dovuto all’errore di chi ci ha piantato mentre la nostra pericolosità è stata la conseguenza della gestione sbagliata che abbiamo subito negli ultimi 25-30 anni: troppe potature, troppo devastanti. Apparentemente ci siamo sempre ripresi vegetando di nuovo ma i funghi patogeni una volta entrati dentro di noi non li abbiamo più potuti arrestare, inevitabilmente ci hanno corroso, rendendoci instabili per possibili cedimenti di rami e branche”

L’appello al una maggiore competenza

“Voi uomini avete la Protezione civile che vi protegge, noi alberi non abbiamo nessuno eppure qualcuno di voi negli anni passati ha commesso degli errori che ci hanno fatto ammalare e così reso pericolosi: è raro che un albero diventi pericoloso di per sé. Ogni volta che progettate qualcosa per noi considerateci degli esseri viventi, con delle necessità e delle esigenze ben diverse da quelle
di motoseghe rapanti fronde a ripetizione. Se ci volete potare, fatelo in modo che sia nel nostro interesse altrimenti poi potremmo diventare il vostro danno, passando per i “cattivi” che non siamo, mentre invece vi diamo molto chiedendo solo rispetto. Prima di salutarvi noi Aceri di viale Ungaretti vorremmo chiedere che gli esperti non venissero chiamati solo per emettere diagnosi di pericolosità e inevitabili sentenze di abbattimento ma fin da
quando, noi alberi in genere, dobbiamo essere piantati e poi negli anni curati affinché ci si possa sviluppare bene e sani, non perché degli “sprovveduti” ci mettano nei posti sbagliati e poi altri ci massacrino con tagli e potature spendendo denaro invano per cercare di adattarci, ma alla fine
riuscendo sempre ad eliminarci. Senza di noi viene meno la mitigazione della calura estiva, la produzione di ossigeno, l’assorbimento della CO2, la funzione ecologica e… cambia in peggio anche il paesaggio (vedasi le foto di viale Ungaretti a distanza di quasi 6 anni: sono spariti tutti gli alberi e
i loro benefici!).

Aceri