Uscita dalle scuole, dopo la tragedia di Gazzaniga s’invoca più sicurezza. L’incidente avvenuto lo scorso 24 settembre, costato la vita a un 14enne e ferite gravissime per altri due coetanei, ha riportato sotto i riflettori una situazione di precarietà e insicurezza che da tempo era stata sollevata dagli operatori del settore, dalle scuole e dagli stessi genitori.

Segnalazioni mai ascoltate

Segnalazioni, denunce pubbliche anche a mezzo stampa, tutte inascoltate. A parlare, questa volta, è la Faisa Cisal (Federazione autonoma italiana sindacale autoferrotranvieri) che riporta, in un comunicato del segretari provinciale Marco Peroli, una segnalazione risalente addirittura ai primi mesi del 2015. L’esposte all’Atl, che non ha poi avuto riscontri, aveva spinto gli operatori di Atl, l’azienda Sab e Rls a effettuare un sopralluogo.

Troppi studenti per il deposito

In quel deposito, l’area delle fermate è esclusivamente predisposta sotto la tettoia, e non è certamente sufficiente a contenere l’affluenza delle centinaia di studenti che si riversano all’interno della stessa negli orari di inizio e fine delle lezioni.
Ma non è l’unica area in cui il movimento pedonale s’intreccia, pericolosamente, col movimento veicolare, perché questo accade presso tutti
gli istituti scolastici di Bergamo e provincia, all’interno ma anche sulle sedi stradali antistanti le scuole.

L’area critica della stazione di Bergamo

Una delle zone maggiormente rappresentative, è l’area della stazione di Bergamo, dove affluiscono tutti gli studenti della provincia, per poi dirigersi ai plessi scolastici periferici. Area in cui sono stati effettuati recenti lavori di arredo urbano, ma che continua ad essere attraversata da veicoli pubblici e privati, in commistione alle migliaia di persone, per lo più studenti, che devono attraversare la strada per le coincidenze coi mezzi pubblici e per l’attraversamento del tunnel ferroviario che porta in via Gavazzeni.

“E in tutto questo marasma non sempre c’è la presenza di agenti per regolare gli attraversamenti, e, anche quando ci sono, non sono sufficienti a coprire tutte le zone utilizzate per l’attraversamento, comprese quelle vietate ma molto utilizzate – ha sottolineato Marco Peroli – Ritorniamo quindi al problema, più volte segnalato, che percorsi e fermate del servizio di trasporto pubblico hanno bisogno di essere rivisti ed adeguati ai nuovi mezzi in uso alle aziende, alle modifiche viabilistiche apportate dai comuni, ed alle nuove norme sulla sicurezza, affinché incidenti come quello di Gazzaniga non avvengano più”.

Il sovraffollamento dei mezzi

Ma non è l’unico problema che incide sulla sicurezza stradale, perché anche il sovraffollamento dei mezzi, con l’occupazione della zona riservata al passaggio (e non allo stazionamento) dei passeggeri, posta a lato del posto guida, impedisce ai conducenti la necessaria visibilità laterale, che potrebbe causare altri incidenti ed altre vittime.

Leggi anche:  Commissione Pari Opportunità, chieste le dimissioni di Tugnoli

Le richieste del sindacato

La federazione sindacale ha auspicato l’apertura di un dibatto che coinvolga sul tema enti e istituti. Ecco le richieste del sindacato:

1. I Comuni predispongano il controllo delle aeree con gli agenti della Polizia Locale, anche coadiuvati da altri organismi
2. Le aziende adeguino il numero dei mezzi al numero di utenti da trasportare, predispongano il servizio in modo tale che i mezzi stazionino già alle fermate prima dell’arrivo degli studenti, adottino soluzioni affinché i passeggeri non stazionino in quegli spazi che oscurano la visibilità laterale ai conducenti
3. Le scuole dedichino qualche ora alla sicurezza stradale e al corretto utilizzo dei mezzi pubblici,
4. Le istituzioni adeguino i finanziamenti alle esigenza dei cittadini nonché effettuino un controllo più capillare per prevenire comportamenti non adeguati.

Il precedente a Treviglio

Già a marzo la Fit Cisl di Bergamo aveva scritto per segnalare una situazione di pericolo costante in cui si trovavano a operare gli autisti dei bus in prossimità delle scuole superiori di Treviglio. In particolare le rsa aziendali evidenziarono la pessima abitudine degli studenti di ammassarsi disordinatamente e imprudentemente nei pressi delle aree adibite alla fermata, incuranti dei rischi derivanti e senza la minima osservanza delle più elementari regole comportamentali inerenti la civile convivenza.

Il silenzio delle istituzioni

La richiesta di maggiori tutele sia per gli autisti che per gli studenti era stata all’epoca indirizzata al Comando di Polizia locale e ai dirigenti scolastici perché venissero messe in campo misure utili a evitare incidenti e tragedie proprio come è successo a Gazzaniga. La comunicazione inviata dalla Cisl, però, non era la prima. Il 4 gennaio era già stata inviata una segnalazione che non ha avuto riscontro e in seguito alla quale la Cisl, per le rsa aziendali, aveva deciso di declinare “qualsiasi responsabilità per eventuali malaugurate conseguenze”.

TORNA ALLA HOME