Negli ultimi giorni, il caldo non è l’unico fattore a minacciare la salute pubblica. L’innalzamento delle temperature ha portato a un incremento dei livelli di inquinamento atmosferico, in particolare dell’ozono, con situazioni critiche nella Bassa Bergamasca.
Allerta per ozono elevato
Legambiente Lombardia ha lanciato l’allerta per la qualità dell’aria, che è risultata compromessa da oltre dieci giorni a causa degli alti livelli di ozono. Le zone più colpite includono l’alta pianura e l’area di Malpensa, con valori preoccupanti. A Ferno (VA) è stato registrato il valore più alto, con 225 microgrammi/m3, ben oltre il limite legale di 120 microgrammi/m3. Altri comuni, come Varese (215), Monza (198), Lecco (186), Brescia (185), Como (185) e Bergamo (183), mostrano dati simili. Nella Bassa bergamasca, la centralina di Casirate ha registrato una media mobile superiore a 150 microgrammi/m3, con un picco di 175 il 23 giugno 2026. Anche la centralina di Osio Sotto ha evidenziato valori comparabili.

Caldo e inquinamento: un mix pericoloso
“Per affrontare i picchi estivi di ozono, bisogna concentrare gli sforzi nei settori produttori di gas precursori – afferma Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – È fondamentale ridurre il traffico motorizzato, specialmente quello diesel, e impegnare l’industria a limitare l’uso di solventi organici, oltre a contenere il numero di allevamenti intensivi in Lombardia.”
Verso un’estate critica
“Siamo ancora all’inizio dell’estate, ma è già evidente che si raggiungerà il limite di 25 giorni di superamento previsto dalla normativa europea – avvertono da Legambiente – I livelli sono decisamente malsani e rappresentano un ulteriore motivo per evitare attività fisiche intense durante le ore con le concentrazioni più alte di ozono, dal primo pomeriggio fino a notte fonda.”