Assolutamente da visitare! Racconta la storia del trenino rosso, tutta da vivere nei panni dei protagonisti.

La tappa di arrivo a Bergün offre l’opportunità di approfondire la visita al paese. Oltre alle vie storiche e ai bei palazzi in stile engadinese, tutti attraversati da strade innevate, merita una sosta speciale il Museo ferroviario dell’Albula. Come raccontato nel VIDEO, oltre cento anni di storia raccontati in 1300 metri quadrati di esposizione, studiati per essere rivissuti dagli appassionati e soprattutto dai più piccoli in un’atmosfera d’altri tempi. 
Il museo è situato a ridosso della stazione e ospita un’esposizione di oltre 600 reperti originali tra antichi orologi, documenti storici, vecchi utensili e filmati d’epoca che testimoniano l’evoluzione di quello che ad oggi è uno dei viaggi ferroviari più ricchi di meraviglie dell’intero pianeta.

Per i più piccoli

Il museo è pensato per i giovani visitatori ai quali, all’ingresso, è proposto di indossare gli abiti del protagonista preferito, sempre in tema “ferroviario”: capostazione, controllore, fuochista o viaggiatore di fine Ottocento.
Per le femminucce, la scelta spazia tra tanti costumi d’epoca. Il museo propone anche molteplici attività interattive che raccontano qual è stata l’evoluzione della ferrovia Retica nell’arco degli anni.

 

Ecco alcune delle proposte ospitate dal museo:

Simulatore di guida

Nella locomotiva «Coccodrillo» è possibile viaggiare virtualmente attraverso la valle dell’Albula azionando leve e interruttori reali.

Simulatore topografico

Due modelli topografici in scala 1:20000 e 1:10000 riproducono in miniatura il paesaggio della Valle dell’Albula con animazioni 3D per comprendere la progettazione della linea.

Biglietti!

Un percorso per i più piccoli consente ai bambini di timbrare il loro biglietto nelle obliteratrici meccaniche di una volta, oltre a proporre di risolvere problemi e servire i viaggiatori allo sportello.

Ferrovia in miniatura

Il plastico ferroviario Tarnutzer riproduce in scala 1:45 edifici, viadotti e gallerie della Ferrovia retica com’erano fra il 1950 e il 1960.