Corruzione, criminalità organizzata, negazionismo e nuove forme di estremismo. E’ contro queste “nuove” minacce che bisogna resistere. E’ questo il messaggio affidato alla celebrazione del 25 aprile di Caravaggio, una giornata dedicata alla memoria della Liberazione e della Resistenza, ma anche monito per il futuro.

Sfilata in città

La manifestazione è iniziata questa mattina alle 9 al cimitero dove Forze dell’ordine, autorità, associazioni d’arma, Anpi, Libera e i ragazzi delle scuole si sono dati appuntamento per rendere onore ai partigiani prima della partenza del corteo aperto dal Corpo bandistico di Caravaggio e dalla fanfara alpina “Ramera”.

L’omaggio e Emanuela Loi

Il corteo si è poi fermato davanti al monumento dedicato a Emanuela Loi, la poliziotta rimasta uccisa con altri quattro agenti della scorta, nell’attentato al giudice Paolo Borsellino nel 1992. Il monumento, che si trova all’interno dei giardini di viale Papa Giovanni XXIII (da poco ribattezzato con il nome del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa), è stato inaugurato lo scorso anno proprio in occasione del 25 aprile. A prendere parola è stato il vice questore di Treviglio Angelo Lino Murtas che ha ricordato l’importanza di mantenere viva la resistenza contro le nuove forme di oppressione.

Resistere contro le nuove minacce

Il corteo ha poi proseguito fino al tempio votivo al caduti davanti alla chiesa di San Bernardino. Qui il sindaco Claudio Bolandrini, con il collega di Capralba Gian Carlo Soldati, ha reso omaggio ai caduti con la deposizione della corona d’alloro.

“Il 25 aprile è la festa della democrazia e quindi la festa di tutti – ha detto il primo cittadino – I valori della resistenza e del riscatto di ieri oggi diventano i valori delle nuove forme di resistenza per preservare l’uguaglianza, la giustizia e la solidarietà. Un valore che è tale solo se tutti, ogni giorno, gli diamo la giusta importanza. Oggi ci sono minacce come negazionismo, un nuovo fascismo strisciante, l’intolleranza, l’antisemitismo, che ci ricordano che la giornata del 25 aprile deve essere sì di memoria, ma anche di impegno per il presente e il futuro”.

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Non gridate più

E’ con la poesia di Giuseppe Ungaretti“Non gridate più” che il sindaco saluta il pubblico, con un ultimo monito legato a quanto accaduto proprio qualche giorno fa in città. Alcuni vandali hanno imbrattato l’ex Casa del Fascio con scritte ingiuriose. Un fatto che ha raccolto la condanna unanime e che ha deturpato un luogo storico, di grande valore architettonico e per molti, che lì ci sono nati e hanno vissuto, anche sentimentale.

 

“Non serve urlare o scrivere slogan vetusti su un edificio storico per affermare l’amore per la propria patria e per i valori di libertà e giustizia – ha ribadito Bolandrini – Sarebbe troppo facile. E’ invece un impegno che va rinnovato ogni giorno in ogni azione quotidiana. Oggi ribadiamo il ripudio alla guerra e la fedeltà ai valori che fondano la nostra Repubblica. Ricordiamoci che possiamo avere una diversa opinione politica proprio perché abbiamo la libertà”.