I sacchi di granturco sui trattori, la piscina di mais, i giochi in legno. Visitare la Festa dell’agricoltura ricenghese è come fare un viaggio nel tempo. Tornando ai tempi in cui le fasi lunari regolavano l’agricoltura.

La sagra

Ad accogliere i visitatori della Fiera dell’agricoltura, al varco principale, due fantocci di paglia su altrettanti covoni. Una decina di auto e quarantadue mezzi agricoli, patrimonio culturale campagnolo e orgoglio dei collezionisti. Il gruppo storico di Ricengo, sebbene sia nato nel 2014, organizza la sagra da 9 anni. A rimpinguare la schiera di trattori sono amatori e collezionisti provenienti da tutta la regione. Chi da Pavia, chi da Brescia, chi da Bergamo.

Il pezzo forte

Non mancano trattoristi e collezionisti del Cremasco. A Dario Draghetti va il titolo di maggior fornitore di mezzi agricoli. Grande sostenitore del Gruppo storico, ogni anno mette a disposizione i suoi trattori per la gioia di grandi e piccini.  Ciononostante, il mezzo più datato di tutta la Fiera dell’agricoltura appartiene al «Gruppo Conduttori Cavalli d’acciaio» di Sergnano. Si tratta di un «Velite» databile 1938. Rispetto agli altri mezzi, prevalentemente degli anni ’50, questo si presenta come un vero e proprio cimelio.

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Passione tratùr

Quanto all’immancabile sfilata, domenica mattina, per le vie di Ricengo e Bottaiano si sono avvicendate decine di trattori. «Lamborghini, «Same», «Fiat», «Gualdi» sono solo alcuni dei marchi più apprezzati. Presso il municipio, invece, il racconto della storia contadina attraverso fotografie e immagini. Dopo pranzo, nel primo pomeriggio, dimostrazione pubblica di un’aratur. Il celebre tractor-bus ha traghettato cittadini e curiosi presso il luogo designato, in località Castello.

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