Incontro sull'omosessualità

All’oratorio di Caravaggio si discute di omosessualità, ma sul sagrato si recita il Rosario di riparazione

L'iniziativa della Diocesi di Cremona, sotto la guida di monsignor Antonio Napolioni, genera reazioni contrastanti nella comunità

All’oratorio di Caravaggio si discute di omosessualità, ma sul sagrato si recita il Rosario di riparazione

A Caravaggio si è svolto un incontro dedicato all’omosessualità, organizzato presso l’oratorio “San Luigi Gonzaga”, mentre all’esterno un gruppo di fedeli recitava il “Rosario di riparazione”.

Comprensione e Accoglienza

L’omosessualità, un tema che fino a pochi decenni fa era considerato un tabù sia nella società che nella Chiesa cattolica, sta vivendo una nuova apertura, soprattutto sotto il pontificato di Papa Francesco. L’incontro intitolato «Identità di genere e orientamento sessuale: iniziamo a parlarne» è stato promosso dalla Diocesi di Cremona, richiamando circa cinquanta partecipanti.

“Questo vuole essere un momento di attenzione, come comunità cristiana, al mondo dell’omoaffettività e del transgender – ha esordito il parroco don Giansante Fusar Imperatore – È sempre più facile trascurare i problemi anziché affrontarli. Dobbiamo cercare di capire e, se necessario, porci ulteriori obiettivi per comprendere come muoverci. Se il Signore accoglie ogni persona, la comunità cristiana non può escludere nessuno. Accogliere non significa giustificare ogni comportamento, ma comprendere e relazionarsi con le persone nella loro situazione concreta”.

Successivamente, i relatori hanno preso la parola: lo psicologo Emanuele Bellani ha analizzato il tema da un punto di vista fisico, psicologico e sociale, chiarendo i concetti di sesso biologico, identità di genere e orientamento sessuale.

“Spesso c’è molta confusione sui termini, l’obiettivo di questa serata è confrontarsi su quanto gli studi e le ricerche hanno rivelato – ha affermato, mostrando delle slides – Non stiamo rendendo complessa una questione semplice, ma cercando di comprendere una realtà che negli ultimi cinquant’anni abbiamo iniziato a capire meglio”.

Ha anche illuminato la varietà delle sigle che rappresentano le diverse realtà del mondo LGBTQ+ e menzionato come alcune culture riconoscano una categoria di terzo genere, come il femminiello napoletano in Italia.

Successivamente, don Stefano Montagna, docente di Teologia morale, ha proposto un approccio antropologico cristiano al tema.

“Siamo chiamati a entrare in un cambiamento d’epoca – ha dichiarato – Dobbiamo muoverci con pazienza e discernimento, scegliendo se limitarci a definire o lasciarci interrogare. Nelle nostre valutazioni, non dobbiamo concentrarci solo su ciò che ci allontana, ma considerare anche altri aspetti che possono indicare il bene”.

Ha concluso il suo intervento con un appello al rispetto e all’accoglienza, sottolineando la necessità di creare un ambiente che favorisca l’incontro e il dialogo.

Omosessualità

Le Critiche e il Rosario di Riparazione

“La Chiesa conforma il suo atteggiamento al Signore Gesù, che in un amore senza confini si è offerto per ogni persona senza eccezioni”, scriveva Papa Francesco nell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”. In linea con questo spirito, la Diocesi di Cremona ha deciso di “percorrere strade nuove di incontro e accoglienza per vincere pregiudizi e solitudini”. Tuttavia, per alcuni fedeli, questa iniziativa rappresenta una deriva. Lunedì sera, prima dell’incontro, Flavio Rozza, sindacalista e ex presidente di un circolo di FdI, ha organizzato una recita di un Rosario di riparazione sul sagrato della chiesa.

“L’essenza profonda dell’amore umano è stata distorta in favore di desideri disordinati e falsi diritti – si legge nel sussidio di preghiera – Preghiamo per tutti coloro che sono confusi da una società ipersessualizzata e alla ricerca di verità e amore”.

Nonostante la scarsa partecipazione, Rozza si è dichiarato soddisfatto.

“È stato un gruppo spontaneo di fedeli, non rappresentiamo nessuna sigla particolare – ha dichiarato il giorno dopo – Alcuni presenti ci hanno contattato per ringraziarci, incluso qualche sacerdote. Ciò indica un certo riscontro all’iniziativa”.

Rozza aveva già espresso le sue posizioni critiche riguardo all’incontro di Caravaggio, definendolo una “svolta arcobaleno” imposta dalla Diocesi di Cremona dal vescovo monsignor Antonio Napolioni.

“La Diocesi sta sdoganando omosessualità e ideologia gender, che sono stati definiti peccato anche da Papa Francesco – aveva dichiarato – Non credo che verranno menzionati i principi della dottrina cattolica durante questi incontri.”

Malgrado le critiche, la Diocesi ha aperto un nuovo capitolo nel dialogo su queste tematiche.