Alzheimer, alla casa di riposo “Anni Sereni” di Treviglio è partito un progetto per curarlo con i massaggi, riducendo nel contempo l’uso di medicinali.

Alzheimer

E’ l’obiettivo del nuovo progetto lanciato dalla fondazione “Anni Sereni” all’interno del Nucleo Alzheimer della casa di riposo trevigliese. Grazie alla “Touch Therapy” (detta anche «cura del tocco gentile) è possibile migliorare la qualità di vita dei pazienti, sviluppando il più alto grado di benessere psicofisico. Il progetto mira anche comprendere se la “Touch Therapy” e l’aromaterapia possano ridurre i disturbi comportamentali, in particolare l’irrequietezza e la vocalizzazione nelle persone affette da alzheimer, per valutare se sono affiancabili alla terapia farmacologica.

“Vogliamo allargarla a tutta la Rsa”

“La nostra sfida – ha sottolineato il presidente Augusto Baruffi – è ridurre al minimo o addirittura eliminare completamente i farmaci per i nostri ospiti. Se la Touch Therapy darà i risultati sperati, l’allargheremo a tutta la casa di riposo, ma anche all’hospice e ai servizi domiciliari”. A portare avanti la “sperimentazione” sarà Laura Crespi, operatrice shiatsu professionista, che si occuperà in particolare di sette pazienti (tre uomini e quattro donne) allo stadio medio-grave della malattia.

Un massaggio dolce

«Si tratta di persone che hanno perso le capacità logiche e la mediazione verbale, e hanno disturbi comportamentali – ha spiegato Crespi – la Touch Therapy consiste in un massaggio dolce che va dal semplice contatto fra le mani dell’operatore e quelle del ricevente, in modo da stabilire un contatto non verbale, ma pre-verbale, fino a delicati stiramenti, sempre commisurati alle condizioni psicofisiche del ricevente».

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“Già ottimi risultati”

Tramite queste manualità, mai invasive, esercitate in precisi punti riflessi e zone che stimolano una risposta naturale e dinamica del corpo, si aiuta l’organismo a ritrovare il proprio equilibrio. La terapia viene effettuata in camera, sul letto del paziente, in modo che l’ambiente sia il più tranquillo possibile, e ha una durata di circa trenta minuti. “Quando Laura mi ha proposto questo progetto – ha detto Katia Conti, referente del Nucleo Alzheimer – ho subito caldeggiato la nostra direzione. Diminuire l’uso dei farmaci ha vantaggi sia per i pazienti che per noi. Le prime terapie sono già state effettuate e confermo che già si vedono i primi risultati positivi”.

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