Un grande striscione  e una corona di alloro per ricordare i 278 morti del bombardamento alleato sulla Dalmine, del 6 luglio 1944. Così i militanti di estrema destra di Forza Nuova Bergamo hanno deciso di celebrare a Dalmine, ieri sera, l’episodio bellico che colpì nel 1944 lo stabilimento cittadino.

“Tonnellate di esplosivi sui civili”

“Il piano di volo escogitato dagli alleati prevedeva il passaggio e lo sganciamento di bombe su alcuni obbiettivi ritenuti strategici per gli approvvigionamenti bellici dei tedeschi. In realtà furono, con questa scusa, sganciate tonnellate di esplosivo anche su scuole, asili, ospedali e centri urbani in cui, a trovare la morte, furono in maggior parte i civili” scrivono i militanti di FN.

Ore 11 del 6/7/1944: il bombardamento della Dalmine

In questo video della Fondazione Dalmine si percepiscono bene le dimensioni del disastro, raccontato diverse volte in questi anni. 6 Erano le 11 di lunedì 6 luglio 194. Senza alcun preavviso il cielo sopra l’industria siderurgica fu coperto da  una trentina di velivoli   provenienti dalle basi Alleate della Puglia e della Campania.   Oltre 400 ordigni, più di 77 tonnellate di esplosivo lasciate cadere sulle teste  degli  operai al lavoro.

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Devastata l’industria, oltre mille tra morti e feriti

Vennero distrutti vari settori dell’industria, dal magazzino generale al forno dell’acciaieria, dal laminatoio ai reparti di aggiustaggio, manutenzione e finitura. In 278  perdono la vita, 800 restano ferite. Nessuno aveva avuto il tempo rifugiarsi in uno dei 159 ricoveri antiaereo che erano stati ultimati nel 1943. Quei luoghi sicuri, in grado di dare rifugio a 12 mila persone, rimasero vuoti. L’allarme non era arrivato, il Centro Informazioni Germanico di Milano aveva dato l’informazione in colpevole ritardo, quando a Dalmine era già scoppiato l’inferno e la fabbrica era già una distesa di macerie e corpi senza vita.

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