Se Ciserano piange, Verdellino non ride. Si stanno delineando proprio in questi giorni le modalità di intervento per arrivare all’abbattimento delle torri di piazza Missile. Ma a Verdellino, dove la situazione è stata giudicata tutto sommato recuperabile i problemi sembrano essere all’ordine del giorno.

Uniacque sfodera il pugno di ferro

Ieri, martedì, in due delle «Quattro torri» di via Oleandri sono stati chiusi i rubinetti. Nel senso letterale del termine. Uniacque ha deciso di agire con il pugno di ferro nei confronti dei morosi. E così la torre «A» e la «D» sono rimaste a secco.
La decisione di Uniacque è arrivata a causa del mancato rispetto degli accordi stretti questa primavera. Il debito di circa 350mila euro accumulato negli anni era stato suddiviso nel mese di marzo in 4 parti uguali. Ogni mese gli abitanti di ciascuna torre avrebbero dovuto pagare 500 euro a Uniacque, comprensivi del consumo e della rata a saldo del debito pregresso. I residenti della torre «C» sono stati i più virtuosi: si sono subito costituiti in un’associazione, chiamata emblematicamente «Rinascita» e hanno pagato regolarmente. Anche alla torre «B» tutto è andato avanti regolarmente. Ma nella «A» e nella «D» i pagamenti non sono arrivati. Da aprile a settembre, a fronte dei tremila euro pattuiti, la torre «A» ha versato solamente 1000 euro, la «B» 1200.

“Le Quattro Torri come tutti gli altri”

Dopo l’ennesimo ritardo nei pagamenti martedì Uniacque ha deciso di tagliare la fornitura. «Il problema – ha detto il consigliere delegato Fabio Calenzo – è che i residenti delle Quattro Torri devono capire che ci sono delle regole che devono rispettare esattamente come tutti gli altri. Anche nelle palazzine vicine, come al Nido, ci sono tantissimi residenti stranieri.  Sono solo una ventina le famiglie italiane su 160 appartamenti. Ma questi problemi sono stati risolti. Ogni palazzina si è dotata di un contatore autonomo e provvede al pagamento del dovuto. Non vedo perché le Quattro Torri dovrebbero essere trattate in modo diverso da tutti gli altri. Nel quartiere Olani hanno tagliato l’acqua a una palazzina per 11mila euro di debito, con 360mila euro di arretrati le Quattro Torri sono ben al di là del limite».

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Stamattina il debito era già saldato

A far riflettere sul perché si giunga a simili situazioni c’è anche un altro dato: poche ore dopo la chiusura delle forniture mercoledì mattina i residenti della torre D avevano già saldato i duemila euro che dovevano a Uniacque e gli abitanti della A erano a buon punto con la raccolta del dovuto. Evidentemente il problema non dipende da una difficoltà economica. «Uno dei problemi è che nei palazzi sono ancora tante le occupazioni abusive. Poiché il contatore è generale e serve l’intera colonna, non si può tagliare la fornitura ai soli abusivi senza ledere chi invece è residente a pieno titolo».
La speranza è che ogni torre segua il modello virtuoso della «C», si costituisca in un’associazione e iscriva a ruolo il proprio contatore occupandosi in autonomia del proprio debito e del proprio consumo.