Arriva Santa Lucia: mandaci la tua letterina e vieni a incontrarla l'8 dicembre!

Partecipare è semplice e gratuito: basta inviare una foto della letterina che consegneremo poi direttamente alla Santa.

Arriva Santa Lucia: mandaci la tua letterina e vieni a incontrarla l'8 dicembre!
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Arriva Santa Lucia: mandaci la tua letterina e vieni a incontrarla l'8 dicembre! Manca giusto un mese alla tanto attesa ricorrenza che, soprattutto per i più piccoli, segna il vero inizio del periodo natalizio.

Mandaci la tua letterina per Santa Lucia

Anche quest'anno Treviglio si prepara a festeggiare la Santa e il nostro Giornale non poteva essere da meno. Fino al 5 dicembre, infatti, sarà possibile inviare la propria letterina per Santa Lucia direttamente al Giornale di Treviglio, Romano Week e Cremasco Week per trovarla poi pubblicata venerdì 7 dicembre.

Come partecipare

Partecipare all'iniziativa è semplice e gratuito. Basterà scattare una foto della letterina e inviarla attraverso il canale preferito. Sarà, infatti, possibile inviarla via mail all'indirizzo redazione@primatreviglio.it oppure attraverso la nostra Pagina Facebook Giornale di Treviglio o ancora pubblicandola su Instagram con l'hastag #SantaLuciaTreviglio. Per chi è meno tecnologico, invece, sarà possibile consegnarla direttamente in redazione in via Stefano Messaggi 4/B a Treviglio. Quando? Tutti i giorni da lunedì al sabato.

Santa Lucia
Santa Lucia con il suo asinello a Treviglio nel 2017

Vieni a incontrare Santa Lucia

Le letterine pubblicate sul Giornale e sui nostri canali social verranno poi consegnate a... Santa Lucia. Che sabato 8 dicembre sarà in città per il tradizionale corteo con il carretto trainato dal suo fedele asinello. L'appuntamento è alle 14.30 all'oratorio San Francesco (zona Ovest) per percorrere insieme il tragitto che porterà la Santa fino in piazza Garibaldi dove distribuirà una dolce sorpresa a tutti i bambini. Alle 17 tutti al Teatro Nuovo Treviglio per il concerto del Coro Stecchino d'Oro "Anche quest'anno è già Natale". La giornata è organizzata dall'Associazione commercianti trevigliesi, Comitato quartiere Ovest, Croce rossa, NoiXTreviglio e Stecchino d'Oro con il patrocinio dell'Amministrazione comunale  e il contributo di Piuma d'Oro, Elviplast e Liberty.

Ma chi è Santa Lucia?

Ma chi è Santa Lucia, la discreta e austera eroina del 13 dicembre, che ancora oggi scalza Babbo Natale dall'Olimpo dei miti invernali di migliaia di bambini bergamaschi?

La tradizione dei regali di Santa Lucia sarebbe nata negli anni Trenta. A Treviglio e nella Bassa occidentale è vissuta come una sorta di "anticipo" sui regali natalizi, quelli "veri" e importanti. Ma in buona parte della Bergamasca così come in diverse province del Nord Italia, è tutt'oggi lei la vera "portatrice di doni", e sorpassa con nonchalance non solo il commercialissimo Babbo Natale ma anche, quanto a regali, il più importante Gesù Bambino, sebbene teologicamente più importante. Figuriamoci la Befana, che un po' ovunque nel Nord Italia è giusto l'occasione per un ultimo "pensierino" prima della fine delle feste, il più delle volte fatto di dolci e caramelle.

Attenti: non la si può guardare

La tradizione come spesso accade varia di paese in paese, e di famiglia in famiglia. In genere, i bimbi scrivono una lettera alla Santa, elencando i regali che vorrebbero ricevere, dichiarando di meritarseli, essendo stati bravi ed obbedienti durante l'anno. Ognuno poi ha il suo rituale familiare per la vigilia del 13 dicembre. Era uso, ad esempio, che i ragazzi più grandi percorressero le strade suonando un campanello, richiamando i piccoli al loro dovere di andare subito a letto, ad evitare che la Santa li vedesse li accecasse, gettando cenere nei loro occhi. C'è infatti un tassativo divieto: Santa Lucia non la si può guardare in viso, pena la rinuncia ai doni.

La tradizione del cibo

La sera del 12 poi, insieme alla lettera, si lascia poi sulla porta di casa del cibo. Qualcuno offre arance e mandarini, oppure biscotti e vino rosso, oppure acqua, pane e fieno, per l'asinello che trasporta i doni. Nessun passaggio dal camino, nessun appariscente vestito rosso, niente slitte volanti. La Santa è discreta e silenziosa, persino austera. Annunciata soltanto dallo scampanellio degli asinelli, arriva ammantata di bianco e di luce. Così che il mattino del 13 dicembre, al loro risveglio, i bimbi possano trovare i doni richiesti. Tutti, o qualcuno soltanto a seconda di come si sono comportanti durante l'anno. Un lampante esempio di meritocrazia, insomma, che l'imperscrutabile Santa applica con un giudizio senza appello e senza troppe spiegazioni, com'è giusto che sia.

Un dettaglio del polittico di San Martino, di Zenale e Butinone, capolavoro trevigliese dell'arte italiana. Santa Lucia è nel quadro a sinistra

Ma chi fu in realtà

La tradizione del culto della Santa vergine e martire Lucia è però molto più antica. Vissuta a Siracusa, Lucia sarebbe morta martire sotto la persecuzione di Diocleziano (intorno all'anno 304). Gli atti del suo martirio raccontano di torture atroci inflittele dal prefetto Pascasio, che non voleva piegarsi ai segni straordinari che attraverso di lei Dio stava mostrando. Proprio nelle catacombe di Siracusa, le più estese al mondo dopo quelle di Roma, è stata ritrovata un'epigrafe marmorea del IV secolo che è la testimonianza più antica del culto di Lucia. Una devozione diffusasi molto rapidamente: già nel 384 sant'Orso le dedicava una chiesa a Ravenna, papa Onorio I poco dopo un'altra a Roma. E' considerata per tradizione, la patrona della vista e di tutti coloro che ne soffrono. Di lei esiste anche un apprezzato affresco a Treviglio, all'interno della Basilica. E compare anche nel celeberrimo Polittico di San Martino, riconoscibile per gli occhi riportati su un fuso.

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