Evitare le esondazioni e garantire maggiore tutela ambientale. Sono i due principali obiettivi dell’intervento di ripristino della Roggia Martinenga, un’opera strategica progettata e realizzata dal Consorzio di bonifica della Media Pianura Bergamasca. Un lavoro complesso, non ancora completato, illustrato questa mattina dal presidente Franco Gatti con la collaborazione del vicepresidente Mario Scaini, del direttore Mario Reduzzi e del dirigente di area tecnica del Consorzio Antonio Montanaro.

Il progetto di recupero

Un progetto nato nel 2015, in occasione del 60esimo anniversario del Consorzio, che riguarda il territorio compreso tra cinque Comuni: Cavernago, Ghisalba, Martinengo, Cortenuova e Romano di Lombardia seguendo il corso della Roggia Martinenga, realizzata nel 1400 per volere della famiglia Martinengo. I lavori sono iniziati nell’ottobre del 2017 e, ad oggi, la prima metà può dirsi completata. L’intervento è partito dal lotto sud, da Martinengo a Romano, in primis per rispondere a una problematica idraulica, ma ha permesso oltre al ripristino anche il potenziamento della stessa al fine di smaltire le acque in caso di eventi atmosferici straordinari e di accogliere anche quelle dei due depuratori presenti sul territorio, a Martinengo e Cortenuova.

Il lotto sud

A valle dell’abitato di Martinengo in presenza di eventi meteorici eccezionali la roggia entra in crisi in quanto la rete dei canali non è in grado di smaltire adeguatamente la portata di sgrondo e di piena sovraccaricata anche dagli sfiori fognari.

Il ripristino della roggia Martinenga da Cavernago fino al Fosso Bergamasco a Romano di Lombardia consentirà, quindi, di allontanare sia le acque meteoriche in esubero evitando sovraccarichi idraulici che quelle necessarie a garantire una minima portata defluente negli alvei anche nella stagione non irrigua. Un intervento ambizioso finanziato totalmente dal Consorzio per 3.309.390 euro comprensivo degli oneri per la sicurezza di 96.390 euro.

Il lotto sud ha inizio in via Molino Nuovo a Martinengo e procedendo appunto verso Sud convoglia la portata di progetto, pari a circa 2,30 mc/sec, fino al Fosso Bergamasco a Romano di Lombardia e mira a potenziare ed adeguare l’attuale reticolo idrico superficiale, posto a sud del centro storico di Martinengo, per uno sviluppo complessivo di circa 7,5 km.

Il tracciato di progetto della parte Sud coinvolge anche il sistema delle rogge consortili costituito dalla Fontana Camporosso, dalla Roggia Bajona e dalla Fontana Acquaviva fino al “Fosso Bergamasco”.

Finanziamento statale per il lotto nord

Non c’è ancora certezza, ma pare ormai sicuro il finanziamento statale per il secondo lotto, quello a nord, nel tratto tra Cavernago e Martinengo. Lavori che, una volta iniziati, dovrebbero concludersi nel 2020. Anche in questo caso la cifra si attesta attorno ai 3milioni di euro che dovrebbero trovare finanziamento all’interno dei fondi messi a disposizione per ridurre il rischio idrogeologico.

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L’intervento sul lotto nord si estende dal territorio di Cavernago, nei pressi di Cascina Isotta, fino al Vallo Colleonesco di Martinengo e mira a
ripristinare la continuità e funzionalità idraulica della Roggia Martinenga, a partire dall’esistente opera di derivazione di Cavernago fino alla Fossa di Martinengo per uno sviluppo complessivo di circa 7 km.

Tutela ambientale

“L’intervento ha tenuto conto anche della tutela dell’ambiente attorno alla Roggia Martinenga – ha spiegato Galli – in base a ciò e alle funzioni e necessità di ogni tratto sono state scelte diverse soluzioni: non troveremo solo canaline in calcestruzzo, ma anche tratti in terra o in pietra. La maggior parte del tracciato resta a cielo aperto, eccezion fatta per le aree urbanizzate dove, come a Martinengo, abbiamo dovuto modificare l’originario percorso perché l’espansione residenziale e le opere realizzate negli anni non consentivano più di intervenire in quel punto in modo adeguato”.

La Roggia Martinenga

La roggia Martinenga – Borgogna deriva dal fiume Serio in comune di Villa di Serio a mezzo di una traversa stabile. La roggia corre parallelamente al fiume Serio e man mano che procede verso sud si allontana dallo stesso dirigendosi verso il comune di Scanzorosciate dove esiste un manufatto partitore che divide la portata della roggia Borgogna – Martinenga in due rami. Prendiamo in questo caso in considerazione soltanto il ramo destro in quale dirigendosi verso Pedrengo/Seriate dove il nome di Roggia Martinenga. Discendendo da Nord a Sud verso il castello di Malpaga in comune di Cavernago, la roggia Martinenga, defluendo parallelamente alla ex strada provinciale S.P.96 Cavernago – Ghisalba, si dirige verso Ghisalba per arrivare a Martinengo dove scarica le acque in esubero nel Fontanone
di Martinengo. Procedendo sempre verso Sud, dopo un tratto completamente interrato, ritorna a cielo aperto in via Al Mulino dove il Consorzio, durante la stagione irrigua, immette una portata di 400 l/s tramite i due pozzi consortili denominati “pozzo Madonna della Fiamma” e “pozzo Ortaglie” per irrigare i terreni a sud di Martinengo.

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