E’ quasi Natale e anche l’appuntamento di oggi con la nostra rubrica dedicata all’infanzia “Il filo di Arianna” sarà un po’ speciale. Il/la vostro/a figlio/a non vuole dormire nella sua cameretta? Magari ha un po’ paura? E’ capitato a tutti… Ecco come affrontare il problema con fantasia e serenità. Una fiaba per la nanna può risolvere tutto.

Le tre stelline di Vera

Vera ha tre anni. Anzi, a dire il vero, tra poco saranno quattro.
Vera è grande ormai, frequenta la scuola dell’infanzia e ha anche una migliore amica, Chiara!
Vera e Chiara stanno sempre insieme e hanno molti segreti da raccontarsi! Giocano a bambole oppure con i pony, vanno in bicicletta e stanno imparando a pattinare.

Vera

Vera è grande abbastanza anche per aiutare papà a fare i lavori in giardino: lo aiuta a tagliare l’erba e poi a raccoglierla, sa girare la terra con il rastrello e seminare il prato!

Vera

Si sta avvicinando il Natale! Vera è molto felice, ha già imbucato la sua letterina e aspetta con ansia l’arrivo dei regali!

Babbo Natale quest’anno ha portato a Vera un dono molto speciale. Si tratta di tre stelline magiche. Sono comparse durante la notte di Natale proprio sulla testata del suo letto, che come tutte le notti, si trovava lì, vuoto, nella sua cameretta.
“Queste stelline sono magiche -le spiega la mamma- le ho riconosciute subito!”
“Riconosciute?” Domanda Vera curiosa.
“Si. Sono comparse anche sul mio lettino, quando ero piccola, proprio come te.”
“Davvero? Racconta!”
“Proprio così. Babbo Natale dona tre stelline magiche a tutti i bimbi che hanno paura di dormire da soli nel proprio letto. Le stelline vegliano sul sonno dei bambini e li proteggono con la loro magia per tutta la notte!”
“E tu avevi paura, mamma?”
“Si. Avevo molta paura. Piangevo e non volevo mai passare la notte da sola nel mio letto.”
“E le stelline ti hanno aiutata?”
“Le stelline arrivano per proteggere i bimbi, ma se loro non le accolgono, queste, una a una, volano via, e tornano da dove sono venute.”
“E le tue stelline sono volate via?”
“Eh, purtroppo si, Vera. Io non le ho volute accogliere, ho continuato a non dormire nel mio letto e ad avere paura, così le stelline sono volate via. E io sono rimasta da sola.”
“E hai dormito sempre nel lettone?”
“No. Perché a un certo punto arriva il momento in cui si è davvero troppo grandi per il lettone, e allora ho dovuto stare nel mio letto. E avevo paura. E ho pianto tanto. Ho passato molte notti sveglia nella mia stanza a fissare il soffitto, ascoltando i rumori e aspettando che la notte passasse in fretta. Avevo una paura terribile e rimpiangevo le mie stelline perdute. Sei fortunata ad averle, non lasciartele scappare.”

Arriva la sera e vera, indossato il pigiama, si appresta a dormire nel suo letto.

Vera
“Mamma?”
“Che c’è amore?”
“Ho un po’ di paura…”
“Non devi averne, Vera. Hai le stelline con te. Loro ti proteggeranno. Abbraccia Fabri adesso, chiudi gli occhi e non pensare più a niente. Sei al sicuro con le tue stelline.”
Vera guarda le stelline, poi guarda la mamma, abbraccia Fabri e si addormenta.

“Mamma, mamma! Mamma vieni a prendermi!”
È notte. Vera si è svegliata nella sua cameretta, e ha paura. Vede il buio e sente i rumori e non vuole più restare da sola.
“Vera, ricordi, se continui a venire nel lettone, le stelline voleranno via…”
“Non mi importa, mamma…”

La mattina dopo Vera corre nella sua stanza per salutare le stelline, e… una è sparita! Una stellina non c’è più! Erano tre e adesso sono due soltanto!
“Mamma! Oh, mamma!”
Vera scoppia a piangere! Piange forte, un pianto inconsolabile e disperato!
“Lo sapevi Vera, te l’avevo detto che se non vengono accolte, le stelline una ad una volano via…”
Le dice la mamma.
“Ma io non voglio! Io non voglio che mi capiti come è successo a te! Non voglio stare tutte le notti sveglia ad avere paura! Io non voglio avere paura, voglio le stelline che mi proteggono!”
“Facciamo così, Vera. Questa notte dormirai nel tuo letto. E lo farai per tutte le notti. Hai ancora due stelline con te. Forse vedendoti così, anche la terza tornerà!”
“Va bene, mamma!”
“È la nostra missione?”
“Si, missione!”

Vera ha compiuto quattro anni! La mamma ha organizzato per lei una grande festa, con la torta, la musica, tanti palloncini e tutti i suoi amici! C’era anche Chiara! Vera ha mostrato a Chiara le stelline sul suo letto: sono di nuovo tre!
Si, perché con il coraggio che la magia delle due stelline rimaste le ha dato, Vera ha sempre dormito nel lettino, abbracciata a Fabri, per tutta la notte, tutte le notti! E così anche la terza stellina è ritornata: la mamma aveva ragione!

vera

Adesso Vera è davvero grande! E non ha più avuto paura di restare nella sua stanza di notte: ha tre magiche amiche a proteggerla!

Fidarsi e dare fiducia

Partiamo dal presupposto che una mamma, un genitore, “sa” cosa è meglio per il proprio bambino. Bisognerebbe educare le mamme ad avere fiducia in se stesse. Insieme con il proprio bambino, nasce, o meglio, si risveglia in ogni donna un istinto primordiale, che “sa”. È la risposta ad ogni domanda, basta saperlo ascoltare. Basta fidarsi di lui, di se stesse. Ed è facendo riferimento al mio istinto, in primis, e alla mia esperienza come educatrice al nido poi, che è nata questa storia.

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Ogni bambino ha i suoi tempi

Non ritengo sbagliato che un bambino dorma nel lettone. Ci sono esigenze diverse per ogni bambino, genitore, famiglia. Esigenze che devono essere ascoltate e accolte. Ci sono bambini che dormono senza problemi nella propria culla fin dai primi giorni di vita. Ce ne sono altri che non lo fanno: hanno bisogno di contatto, di essere tenuti in braccio, coccolati, di sentire l’odore della madre. E privarli di questo non sarebbe salutare, non produrrebbe effetti positivi, per nessuno. Ci sono mamme che hanno bisogno di sentire il proprio figlio vicino. È meravigliosa l’atmosfera che si crea nel lettone quando si è in tre. Essere una famiglia significa anche questo, è la condivisione, il contatto, l’affetto, l’amore.

Quando si inizia a “stare stretti”

Arriva un momento però in cui è giusto che ognuno abbia i propri spazi. Anche per un fatto puramente pratico e di comodità: se un bimbo di pochi mesi non risulta essere una presenza “ingombrante”, uno di tre o quattro anni occupa già uno spazio diverso e, volente o nolente, finisce per sostituire uno dei due genitori nel letto, spingendolo su di un lato e prendendo il suo posto. È giusto che il bambino capisca e sappia che mamma e papà hanno una loro stanza, i loro spazi, e lui può e deve avere i propri. È importante che il bambino venga educato a rispettare questi spazi. È importante per la costruzione della sua identità personale: sapere quali sono i limiti entro cui può “muoversi”, quali sono le regole da rispettare, gli infonde sicurezza e serenità.

Dormire nel proprio letto è una conquista

Ed è importante anche per la vita coniugale e la serenità della coppia (da cui consegue quella della famiglia), che non TUTTO venga dato al bambino. Dormire nel proprio letto diventa quindi una conquista, un’occasione di crescita, un ostacolo che, una volta superato, contribuisce a un aumento dell’autostima e della fiducia in sé del bambino, diventando un bagaglio importante anche per la sua personalità futura.

Ecco come questa storia può aiutare

Questa storia può essere d’aiuto per rendere meno duro il distacco dal lettone. È molto importante, anzi fondamentale che i genitori stessi che la propongono al proprio figlio, ci credano. Devono crederci fermamente e non esitare a staccare, a “far volare via” le stelline, nel caso in cui il bambino continuasse a voler dormire nel lettone. È bene che la storia venga letta più volte, con calma, insieme al bambino, magari prima di addormentarsi. È importante dedicare al proprio figlio del tempo per le coccole, una ninna nanna, prima di dormire. E se si sveglia e chiama i genitori di notte, è bene sostare un attimo nella sua stanza, rassicurarlo, coccolarlo, per farlo riaddormentare.

E poi salutare insieme le stelline…

Quando poi il dormire nella propria stanza sarà diventato un’abitudine consolidata e naturale, le stelline potranno (o meno) essere staccate: perché quando un bambino ha imparato a dormire nel proprio letto senza più avere paura, le stelline volano ad aiutare qualcun altro, più piccolo e insicuro, che si trova ancora in difficoltà. Potranno però essere viste in cielo tutte le sere, sempre lì, proprio sopra alla cameretta del vostro bambino.

Il filo di Arianna

Una rubrica che si pone come obiettivo quello di fornire suggerimenti, confronti, riferimenti teorici e spunti che, come il filo donato nel mito a Teseo, possano essere d’aiuto a chi si trova ad attraversare il meraviglioso labirinto dell’educare. Oggi il nuovo appuntamento con la nostra educatrice Roberta Ciocca.

 

Roberta Ciocca

Roberta Ciocca, nata a Treviglio il 9 Febbraio 1986, diplomata presso il Liceo Classico dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Treviglio, dottoressa in Scienze dell’Educazione presso l’Università degli Studi di Bergamo. Dal 2008 lavora come educatrice di Asilo Nido a Treviglio. Nel 2011 riceve diversi riconoscimenti letterari con un racconto ed un romanzo inediti.

Le illustrazioni sono di Mariachiara Tirinzoni. Dopo aver studiato filosofia, design della comunicazione e illustrazione per l’infanzia Mariachiara lavora a Milano come creative director e illustratrice. Tra gli ultimi lavori, illustrazioni per l’antologia poetica “Di questo tempo” di M. Criniti e per il saggio “Legosofia. Apologia filosofica del Lego“ di T. Bertolotti.