Importanti cambiamenti al vertice della Rsa “Casa Aresi” di Brignano: dopo anni di dedizione, il direttore sanitario Emiliano Petrò lascia il suo incarico. A prenderne il posto sarà Enrico Arpini, professionista con una solida esperienza nel settore medico e nella gestione clinica, accolto mercoledì mattina dal presidente Bruno Pagani, insieme a Francesco Salerno, specializzato in geriatria e con 25 anni di esperienza come direttore sanitario della Rsa di Carugate.
Nuovi specialisti in Casa Aresi
I due nuovi membri dell’équipe clinica sono stati accolti dal CdA della “Fondazione Aresi”, che ha sottolineato il loro contributo al mantenimento di elevati standard di cura e assistenza per gli ospiti.
“Entrambi rappresentano un valore aggiunto significativo per “Casa Aresi”, che prosegue nel suo percorso di sviluppo e innovazione, ponendo al centro della sua missione il benessere degli assistiti”, ha dichiarato il presidente.
Riconoscimenti per Emiliano Petrò
Mentre il CdA dà il benvenuto ai nuovi arrivati, il comitato parenti, presieduto da Silvia Bugini, ha dedicato a Petrò parole di riconoscenza e stima.
“Un saluto semplice, colmo di gratitudine per il lavoro svolto e per le qualità dimostrate: grande competenza, professionalità ed empatia – ha affermato Bugini a nome del comitato – Queste doti, rare e preziose, sono fondamentali in un contesto caratterizzato da fragilità e bisogno di cura. Con le dimissioni di Petrò, la struttura perde un importante punto di riferimento per i nostri cari e per noi familiari. Rivolgiamo i nostri più sentiti auguri per il futuro, auspicando che possa continuare a dedicarsi al bene comune”.
Il ruolo della Fondazione secondo “PrimaVera Civica”
La capogruppo di “PrimaVera Civica”, Severina Allevi, ha espresso le proprie perplessità riguardo all’utilizzo di medici “gettonisti”, sottolineando l’importanza di un dialogo costruttivo tra Rsa e Comune per migliorare la situazione.
“Desideriamo sottolineare il forte legame tra la Rsa e il territorio – ha dichiarato Allevi – Questo approccio mira a superare la concezione della casa di riposo come luogo di isolamento, trasformandola in un nodo attivo di una rete assistenziale. Negli anni, la struttura si è evoluta in un centro di prossimità, rispondendo alle necessità del territorio con servizi come l’Rsa aperta, il Centro diurno integrato e il servizio di fisioterapia. Stiamo promuovendo anche l’accesso ai visitatori in fasce orarie più ampie e l’interazione tra generazioni, con la presenza dei bambini delle scuole. Ci auguriamo che il concetto di Rsa si allarghi, creando ambienti armoniosi e relazionali in cui le persone possano sentirsi bene”.

