Centenario grande guerra a Cavernago si festeggia con i ragazzi della scuola in prima fila per ricordare gli italiani che hanno dato la loro vita per la pace.

Centenario grande guerra

Ieri sera, domenica, si è svolta la cerimonia del 4 novembre per ricordare la fine della prima guerra mondiale, i caduti e le forze armate. In prima fila i ragazzi del Consiglio comunale e alcuni alunni della scuola secondaria di primo grado che hanno concluso così il loro percorso durato un anno dedicato allo studio e approfondimento della guerra.

La maxi bandiera italiana

Il corteo è iniziato in piazza del Comune, tra istituzioni civili, militari e cittadini. Davanti a tutti gli alpini di Cavernago che hanno sfilato con una bandiera italiana fatta a mano, lunga nove metri per sei. Davanti al monumento dei caduti la cerimonia è iniziata con la lettura del bollettino di guerra redatto dal comandante supremo del regio esercito Armando Diaz che annunciava la vittoria dell’Italia.

Una vittoria pagata a caro prezzo

A seguire il discorso del sindaco Giuseppe Togni sull’importanza di non distruggere quanto i soldati ci hanno consegnato a prezzo della loro vita. “Sono passati 100 lunghi anni – ha detto – dalla fine della prima guerra mondiale. I nostri ragazzi e gli insegnanti hanno svolto un percorso lungo un anno intero per studiare il fenomeno della grande guerra che da qualcuno è stata definita l’inutile strage. Abbiamo sentito il bollettino della vittoria: una vittoria pagata a caro prezzo”.

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Mantenere vivo il valore della pace

“Sono tanti – ha continuato – i ragazzi che persero la vita appena diciottenni. Erano chiamati i ragazzi del 99, chiamati al fronte per difendere la nostra nazione e a malapena avevano raggiunto i 18 anni. Il valore della pace che ci hanno lasciato è un valore inestimabile che dura da 70 anni. Noi neppure sappiamo cosa sia la guerra e dobbiamo combattere perché il valore della pace sia mantenuto vivo”.

Il messaggio dei ragazzi

Il sindaco junior Federico Zambetti ha introdotto il momento della riflessione sulla guerra svolto dai ragazzi. “Il Consiglio comunale dei ragazzi – ha detto – ha deciso di partecipare con gli altri ragazzi della scuola per un momento di chiusura di una lunga riflessione. Con la speranza di lasciare una traccia di rifiuto della guerra e dell’odio contro il prossimo”. I ragazzi hanno dunque preso parola leggendo alcune poesie sulla guerra e poi hanno acceso 100 candele sul monumento dei caduti. 100 candele per ogni anno che ci separano dalla guerra. Poi un breve spettacolo muto ma di grande impatto a ricordare che non esiste un 2018 di pace senza il ricordo del sacrificio del 1918.

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