Giovani e giovanissimi che vivono chiusi nelle loro camerette, riducendo al minimo ogni contatto con il mondo esterno. Per mesi, se non per anni. Sono gli hikikomori, ragazzi perlopiù maschi tra i 14 e il 30 anni (ma sui numeri e l’incidenza del fenomeno tra le ragazze si discute) che hanno deciso di tagliarsi fuori dal mondo – il termine giapponese significa letteralmente “stare in disparte” – chiudendosi in una bolla dalla quale è difficile, spesso, uscire.

Hikikomori italiani, fenomeno in crescita

Il fenomeno è nato in Giappone, dove si stimano almeno mezzo milione di casi accertati secondo le diverse associazioni che si occupano del problema. In Italia l’associazione di riferimento è Hikikomori Italia (QUI). E anche grazie alle iniziative del gruppo il fenomeno sta lentamente emergendo anche nello Stivale. Dove si stima ci siano almeno centomila hikikomori.
Se ne parlerà anche a Treviglio, grazie a un’iniziativa del Comitato genitori dell’Itis. “Cosa fare quando nostro figlio si auto reclude nella propria camera, evitando contatti con i genitori, amici, educatori?” il titolo della serata, in programma per giovedì 21 novembre alle 20.30 al Teatro Nuovo di Treviglio, ingresso gratuito.

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