Continua a far discutere la vendita all’asta della cappella degli ex Ospedali Riuniti di Bergamo, dopo che ieri all’apertura delle buste si è scoperto che ad aggiudicarsela è stata l’Associazione Musulmani. Pd e Movimento cinquestelle non hanno risparmiato aspre critiche alla Lega accusata di aver fatto cassa contravvenendo ai propri principi, ma gli stessi membri del Carroccio si sono detti contrariati per la cessione della cappella.

Malanchini, grave errore vendere il nostro patrimonio

Dopo le dichiarazioni arrivate ieri dal deputato bergamasco Daniele Belotti, preoccupato per la tutela del valore storico e artistico della cappella, oggi anche il consigliere segretario del consiglio regionale Giovanni Malanchini si è scagliato contro la decisione dell’Asst di vendere la cappella. “Mi chiedo – ha scritto Malanchini in un comunicato stampa – come un’azienda ospedaliera rinomata e conosciuta in tutto il mondo qual è il Papa Giovanni XXIII possa essere guidata da agenti immobiliari (senza offesa per la categoria), anziché da dirigenti avveduti. E’ infatti inconcepibile che la Direzione dell’ospedale si permetta di vendere immobili con la sola motivazione di fare cassa. Qui siamo in Lombardia, la Regione che più investe nel settore sanitario, che non è a caso è uno dei nostri fiori all’occhiello. Ho letto il bando di indizione della gara e sono sconcertato: la motivazione che sta alla base della vendita potrebbe risultare accettabile solo se fossimo in un Paese del terzo mondo ma non certo nella grande Lombardia. Vendere una Chiesa dove sono stati battezzati centinaia di bergamaschi è peraltro un oltraggio alle nostre tradizioni e alla nostra storia”.

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Chiesa ai musulmani, ma Regione e Lega non c’entrano

Dura la replica di Malanchini anche alle dichiarazioni degli esponenti del Pd e del Movimento Cinquestelle che hanno accusato la Regione di aver ceduto, tramite Asst,  la cappella all’associazione musulmani. “E’ curiosa la visione del sindaco Gori e compagnia bella sulla gestione delle aziende pubbliche – ha concluso Malanchini -. Qualcuno dovrebbe spiegare al mancato presidente della Regione, a Scandella e a Carretta, che a differenza di quanto sembra accadere nei loro ambienti politici, le aziende pubbliche in Lombardia hanno dirigenti che godono di piena autonomia gestionale e non sono telecomandati a distanza”.

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