E’ finita male, anzi, malissimo la storia tra Christo e il lago d’Iseo. Con tanto di pubbliche rimostranze dell’artista finite in un documentario che, inutile sperare il contrario, avrà risonanza internazionale. L’artista del Floating Piers ha parlato di incompetenza ed eccessiva burocrazia e ha addirittura accusato i Comuni coinvolti di aver puntato al mero guadagno economico snaturando la natura stessa dell’opera.

Christo e il lago d’Iseo in un documentario, ma il Sebino ne esce malissimo

E’ stato proiettato pochi giorni fa nelle sale cinematografiche italiane “Walking on Water”, il docufilm di Andrey Paounov che racconta la genesi e la vita di “The Floating Piers” la grandiosa opera di land art che ha portato quasi 2 milioni di persone sul lago d’Iseo nell’estate del 2016. Il film proiettato dal 16 al 19 giugno non è certo una bella pubblicità per i comuni coinvolti. Nei 100 minuti della pellicola infatti l’artista si scaglia furiosamente e a più riprese contro le istituzioni locali e il responsabile della sicurezza, ingenerosamente bollato come “un’idiota” se è vero che nonostante il flusso enorme di persone sul lago non si è verificato nemmeno un incidente.

“Troppe persone, qualcuno ci ha voluto guadagnare”

A parte la tremenda burocrazia, male italiano al quale siamo ormai tutti rassegnati da tempo, a far infuriare l’artista è stato anche il mancato controllo del flusso di persone che si sono riversate in massa sulla passerella. Duecentomila persone alla volta nei primi giorni dell’installazione “Sono troppe – dichiara l’artista nel film – sarebbero state troppe anche la metà. Se continua così chiudiamo tutto, non è una nostra responsabilità se sono degli stupidi. Nessuno controlla gli autobus e il sindaco ci guadagna sopra”.

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Sospesa la proiezione nei Comuni

Indignati per la rappresentazione a loro dire “distorta” della realtà i sindaci del lago d’Iseo stanno valutando se rispondere all’artista, oltre che a mezzo stampa, anche per le vie legali. Nel frattempo i Comuni di Sulzano e Monte Isola hanno annullato la proiezione del film prevista su appositi maxi schermi in piazza. “Il nostro impegno non è stato riconosciuto in nessun modo, anzi – hanno detto – preferiamo che i nostri cittadini conservino il ricordo di quello che, al di là di quanto si dice nel documentario, è stato un evento perfettamente riuscito.

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