“Ciao, sono il figlio di T.Reviglio”. No, non è un errore di stampa. E non è nemmeno lo scherzo di qualche buontempone. Semplicemente stamattina, martedì 5 novembre, abbiamo ricevuto in redazione la curiosa visita di una coppia di americani, Richard Reviglio e Kathleen Davolio, originari di Reno, nel Nevada.

Dal Nevada a… T.Reviglio

Marito e moglie, che mercoledì mattina sono rientrati negli Usa, si trovavano in Italia in visita al figlio Michael, che studia Economia a Piacenza. Durante la visita di Città Alta a Bergamo si sono imbattuti nel furgone di un artigiano di Treviglio, con scritto sulla fiancata il nome della città.  E così Richard, il cui nonno era piemontese (Kathleen ha invece origini siciliane) ha avuto un folgorazione dal momento che suo padre Theodore, come usano gli americani, spesso si firma proprio T.Reviglio. “Non potevamo non visitare la città che porta il nome di mio padre”, ci ha raccontato lui in tono scherzoso, dopo essersi presentati in redazione per chiedere una copia del Giornale di Treviglio da portare come souvenir negli States.

Il tour della città

Grande ovviamente la nostra sorpresa per l’insolita richiesta. Che abbiamo con piacere soddisfatto regalando alla coppia l’ultimo numero del nostro giornale. La nostra redazione non era altro che una delle tappe della loro visita in città. Richard ci ha infatti mostrato sul suo smartphone le foto che aveva già scattato in città: una sotto il cartello di entrata in città; un’altra sotto uno dei tabelloni luminosi; e addirittura una macabra davanti alla bacheca dei necrologi (chiaramente non sapevano che quelli erano gli annunci di persone decedute e quando glielo abbiamo spiegato si sono lasciati andare alla tipica esclamazione americana: “Oh my god”).

Il matrimonio in Vaticano

Insomma, un vero e proprio tour dettato esclusivamente dal fatto che il nome della città è uguale a quello del padre. Una sorta di ultima frontiera del turismo. Richard e Kathleen, che ci hanno conquistato con la loro simpatia disarmante, non sono comunque nuovi a queste iniziative “folli” (nel senso buono della parola). Proprio un anno fa, ad esempio, hanno deciso di celebrare il loro matrimonio in chiesa (erano uniti solo civilmente). E quale scenario migliore se non la Basilica di San Pietro in Vaticano? Una cerimonia con i fiocchi, visto che hanno anche avuto l’occasione di conoscere Papa Francesco.

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