Conciliazione famiglia lavoro: dalla Regione 3 milioni di euro. Nella Bergamasca arriveranno 88mila euro.

Conciliazione famiglia lavoro: dalla Regione 3 milioni di euro

Sostenere l’armonizzazione tra vita privata e vita professionale al fine di migliorare il benessere della propria comunità e garantire al contempo una maggiore parità – nel lavoro e nell’accesso alle opportunità – tra uomini e donne. E’ l’obiettivo della delibera approvata oggi dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Famiglia e Pari Opportunità Silvia Piani.

Nel dettaglio sono stati finanziati servizi di assistenza a supporto del caregiver familiare, servizi per la gestione del pre e post scuola nei periodi di chiusura scolastica, servizi di supporto alla fruizione nel tempo libero a favore di minori, azioni di ‘time saving’ in favore di titolari o dipendenti di imprese commerciali o artigianali e azioni di formazione per micro, piccole e medie imprese.

“Nuove risorse in campo”

“Con questa delibera andiamo a stanziare 3 milioni di euro che andranno a coprire la programmazione triennale e si aggiungeranno alle risorse già messe in campo con un’altra importante misura per la conciliazione, ossia la delibera Nidi gratis – ha spiegato Silvia Piani.

“Si tratta di un tema molto sentito – ha continuato l’assessore – perché conciliare i tempi lavorativi e i tempi della famiglia è sempre più complicato e resta una sfida considerevole per molti genitori e lavoratori con responsabilità di cura e assistenza a figli o genitori anziani. Gli interventi in campo da parte di Regione Lombardia sono perciò diversi e articolati al fine di favorire la conciliazione, un’esigenza importante per tutte le famiglie lombarde”.

La suddivisione per territorio

I Piani Territoriali di Conciliazione vita-lavoro verranno finanziati con 2,8 milioni di euro, trasferiti alle ATS lombarde e ripartiti in base alla popolazione residente sul territorio. Nel dettaglio:

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– ATS Brianza (province di Lecco e Monza e Brianza) 96.300 euro per il 2020, 120.400 per il 2021 e 120.400 per il 2022.

– ATS Insubria (province di Como, Varese) 117.00 euro per il 2020, 146.300 euro per il 2021, 146.300 euro per il 2022.

– ATS Montagna (provincia di Sondrio, Val Camonica/BS, Medio e Alto Lario/CO) 23.700 euro per il 2020, 29.600 per il 2021 e 29.600 per il 2022.

– ATS Bergamo (provincia di Bergamo) 88.600 euro per il 2020, 110.700 per il 2021, 110.700 per il 2022.

– ATS Brescia (provincia di Brescia) 92.700 per il 2020, 115.800 per il 2021 e 115.800 per il 2022.

– ATS Val Padana (province di Mantova e Cremona) 61.300 per il 2020, 76.600 per il 2021 e 76.600 per il 2022.

Altri 200mila euro resteranno in capo a Regione Lombardia per azioni di omogeneizzazione e confronto dei vari interventi in diversi ambiti territoriali al fine di facilitarne l’attuazione e l’efficacia.

La dotazione finanziaria in capo alle ATS dovrà essere così ripartita: dal 20% al 30% della dotazione dovrà essere destinato ad un’azione di sistema che coinvolga l’intero territorio di pertinenza dell’ATS. Il resto della dotazione dovrà essere dedicato ad uno o più avvisi pubblici da svolgersi in partenariato pubblico-privato.

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