Nella Bassa bergamasca, il consumo di sostanze stupefacenti mostra segnali di diminuzione. Il preoccupante aumento dell’eroina, osservato durante la pandemia, sembra finalmente essersi arrestato. Tuttavia, il dato allarmante è che si consumano più cocaina che a Milano, mentre quest’anno è emersa anche la presenza di amfetamina. Questi dati, pur restando preoccupanti, sono più rassicuranti rispetto alle aspettative iniziali e provengono da uno studio condotto dal Centro per la cura delle dipendenze AGA di Pontirolo Nuovo, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” di Milano, Uniacque e Cogeide, tra il 2025 e il 2026.
Analisi delle acque reflue nella Bassa bergamasca
Il metodo utilizzato per condurre questa ricerca, sviluppato originariamente nella Bassa e adottato in studi di rilevanza internazionale, si basa sull’analisi delle acque reflue dirette ai depuratori. Nel caso specifico, si fa riferimento al depuratore di Cogeide a Mozzanica. I reflui provenienti dalle fogne di sedici comuni della Bassa vengono esaminati per individuare i metaboliti associati a droghe e stupefacenti, realizzando di fatto un’analisi collettiva simile a una “analisi delle urine” per l’intera area della Bassa bergamasca occidentale. I comuni coinvolti includono Arzago, Bariano, Brignano, Calvenzano, Canonica d’Adda, Caravaggio, Casirate, Castel Rozzone, Fara Gera d’Adda, Fornovo San Giovanni, Misano Gera d’Adda, Morengo, Mozzanica, Pagazzano, Pontirolo Nuovo e Treviglio, il capoluogo.
Garattini: “Una pandemia invisibile”

Il consumo di droga viene stimato attraverso il calcolo delle dosi medie giornaliere consumate nella zona. Un altro studio simile ha riguardato il bacino dell’Isola Bergamasca, utilizzando il depuratore di Brembate. Il ricercatore Silvio Garattini ha commentato i dati con chiarezza: “Questa è la pandemia che nessuno vuole vedere”.
Cocaina: consumo superiore a Milano
Nella Bassa, il consumo di cocaina risulta essere di 18 dosi al giorno per ogni mille abitanti, superando sia la media nazionale di 11,6 che quella di Milano, stimata intorno a 14 dosi.
Hashish (cannabis) oltre la media nazionale
Anche il consumo di hashish (cannabis) è elevato, con 65 dosi al giorno ogni mille abitanti nella Bassa bergamasca, rispetto a una media nazionale di 52. Tuttavia, il consumo è inferiore rispetto a Milano, dove si stimano circa 81 dosi al giorno ogni mille abitanti.
Leggera diminuzione rispetto al 2021 e 2023
Lo studio rivela una lieve diminuzione nel consumo di droghe tradizionali: rispetto a due e quattro anni fa, quando i consumi di hashish variavano tra 80 e 90 dosi al giorno per mille abitanti e quelli di cocaina tra 23 e 29.
Calano i consumi di eroina
Un altro dato positivo è che il picco di consumo di eroina registrato nelle due campagne precedenti, durante il lockdown, non sembra essersi ripetuto. Infatti, mentre nel 2021 e nel 2023 si segnalavano consumi tra le 3,2 e le 4,7 dosi al giorno ogni mille abitanti, nel 2025 si scende a 0,8 nella Bassa bergamasca. Il dato medio nazionale è di 1,2, mentre a Milano si registrano 0,4 dosi.
Aumento della ketamina e presenza di amfetamina
Preoccupante è l’incremento della ketamina, un anestetico usato anche come droga per le sue proprietà allucinogene.
“Nella Bassa Bergamasca si consumano 31 milligrammi al giorno ogni mille abitanti, il triplo rispetto ai 10 milligrammi rilevati nella campagna del 2023; nell’Isola, invece, 24,8 milligrammi. Anche in questo caso, i consumi superano quelli di Milano, dove si attestano a 23,2 milligrammi, e la media nazionale è di 7,3 milligrammi”.
Inoltre, per la prima volta è stata rilevata la presenza di amfetamina nella Bassa bergamasca.
Commenti dall’Istituto Mario Negri
L’Istituto che ha condotto lo studio ha commentato i risultati evidenziando una generale diminuzione.
“Lo studio sui consumi di sostanze psicoattive nell’area della Bassa Bergamasca effettuato nel 2025 evidenzia una generale diminuzione del consumo delle principali droghe d’abuso. I consumi di cannabis e cocaina nella Bassa rimangono comunque leggermente più elevati rispetto ai valori medi nazionali. Si osserva una diminuzione del consumo di eroina, in linea con la tendenza generale in Italia. Tuttavia, il consumo di ketamina è aumentato ulteriormente e si nota un’occupazione di questo farmaco come antidepressivo, oltre che come anestetico, suggerendo un uso ricreativo. Si registra infine una diminuzione di metamfetamina ed ecstasy, mentre per la prima volta emerge la presenza di amfetamina che potrebbe compensare la diminuzione osservata”.
Reazioni del Terzo settore e della politica
Le reazioni da parte del Terzo settore e della politica non si sono fatte attendere, a partire da Enrico Coppola, presidente dell’associazione AGA di Pontirolo, promotrice dello studio.
“L’Aga promuove da 16 anni questo studio di monitoraggio sui consumi di droga nella pianura bergamasca e dal 2025 anche nel territorio dell’Isola Bergasca. Questo è un supporto importante per le attività dei nostri servizi, consentendoci di adattare gli interventi ai nuovi bisogni emersi. Negli ultimi anni, il mondo delle dipendenze è diventato meno visibile a causa dei cambiamenti nei modelli di consumo e nel mercato delle droghe, che è ora integrato e normalizzato. Grazie alla collaborazione con l’Istituto Mario Negri, Cogeide e Uniacque, questo studio ha analizzato una popolazione di circa 250mila persone, rappresentativa dell’intera provincia. Le ricerche precedenti mostrano una crescita continua dei consumi, mentre quelle del 2025 e 2026 mostrano un lieve calo. Il consumo di eroina è ai minimi storici con 0,8 dosi al giorno per mille abitanti. Si registra anche un calo nei consumi di droghe più diffuse come cannabis e cocaina, probabilmente grazie all’azione delle forze dell’ordine e ai maggiori investimenti della Regione Lombardia per potenziare i servizi di prevenzione e cura. La revisione del sistema di cura delle dipendenze, come delineato dalla DGR 20/23, faciliterà l’accesso dei cittadini con disturbi da dipendenza ai servizi ambulatoriali e di prossimità sul territorio.”
Interventi dall’assessore regionale alla Casa e Housing sociale
“I dati di questi studi confermano un fenomeno che non può più essere ignorato”, afferma l’assessore regionale Paolo Franco. “Già in passato, quando ero presidente di Uniacque, avevamo sostenuto queste analisi, poiché rappresentano uno strumento fondamentale per comprendere la diffusione del consumo di sostanze sul territorio. I dati parlano chiaro: è un’emergenza sociale che richiede un approccio integrato di prevenzione, educazione e interventi mirati. Il fatto che alcune aree della provincia presentino consumi superiori a quelli di Milano richiede una riflessione e un’azione decisa. La Regione Lombardia continuerà a sostenere iniziative di monitoraggio e a rafforzare le politiche di contrasto alle dipendenze, collaborando con enti locali, istituzioni sanitarie e realtà del territorio. La lotta contro le droghe è una questione che tocca la qualità della vita delle nostre comunità, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sociale e culturale.”
Richiesta di implementazione dei servizi preventivi
“I dati dell’AGA sono preoccupanti e non mostrano significativi miglioramenti rispetto alle rilevazioni precedenti. È necessaria un’azione urgente sia nella prevenzione che nell’implementazione dei servizi socio-sanitari”, commenta il consigliere regionale Giovanni Malanchini. “Questa area della provincia è dinamica e offre opportunità economiche, ma ha bisogno di allineare i servizi a questo sviluppo. Complimenti ad AGA e Coppola per il lavoro svolto sul territorio.”
Necessità di risposte mirate
“I dati dell’Istituto Mario Negri indicano un leggero miglioramento nel consumo di hashish e cocaina, ma richiedono risposte sempre più mirate nel welfare. È fondamentale il lavoro sinergico tra i Servizi Sociali, il Serd, le Forze dell’ordine e il Terzo Settore, concentrandosi sulla prevenzione e sulla riduzione del rischio”, afferma la vicesindaco di Treviglio Pinuccia Prandina.


