E’ la storia-avventura del sous-chef Filippo Moriggi. Originario di Pagazzano, la passione per il cibo e la buona tavola lo hanno portato in giro per il mondo. Adesso lavora al ristorante stellato “Vespasia” di Norcia.

Nascita di una passione

Viaggiatore, sempre alla ricerca di mercati locali in cui assaporare profumi e cibi tipici, Moriggi ha intrapreso il suo percorso culinario una decina di anni fa.

“Ho iniziato questa professione per la passione che ho per la buona cucina. Amo sedermi a tavola, mangiar bene e andare via con il ricordo del piatto e del luogo in cui ho mangiato – ha spiegato – Mi sono fatto le ossa viaggiando e, infatti, è da poco che sono rientrato in Italia. Ho girato l’Asia con lo zaino in spalla; ogni giorno mi fermavo nei mercati locali per scoprire i prodotti, i sapori e gli profumi dei posti in cui ero. Poi, ho iniziato a lavorare in Australia e qui sono passato dalla gavetta alla cucina. Dopo qualche anno ho fatto esperienza su una nave, dove mi sono veramente fatto le ossa. Fare il cuoco per mare è dura: ti offrono contratti di 5 o 6 mesi, con turni da 16-17 ore al giorno, senza giorni liberi o ferie”.

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Il richiamo di casa

L’esperienza lo ha portato letteralmente in ogni angolo del globo, dalla Nuova Zelanda, alla Malesia, alla Thailandia, al Brasile. Ma, il richiamo di “casa” si faceva sentire.

“Dopo aver lavorato in mare, sono stato in Cambogia e poi nuovamente in Nuova Zelanda, ma mi mancava sempre un po’ casa – ha raccontato – Quando ho saputo che il ristorante di Palazzo Seneca a Norcia cercava personale, non ci ho pensato due volte e ho mandato subito la mia candidatura. Non avrei mai pensato che, a soli 33 anni, avrei avuto l’occasione di lavorare in un ristorante stellato. Il lavoro del cuoco lo devi veramente amare perché è un mestiere pesante e stancante. Vedere il sorriso del cliente che è soddisfatto di quello che ha mangiato è una cosa che compensa tutte le fatiche”.