Isopo, che tra le altre cose gestisce la palestra “Full fitness” a Urago d’Oglio, si è confermato dopo la vittoria, l’anno scorso a Budapest, del titolo mondiale a squadre.

L’amore per la lotta

“Sono un appassionato di questo sport da una vita, e sono riuscito a crescere parallelamente sia nel mondo sportivo che in quello professionale – ha raccontato l’atleta azzurro in una recente intervista – Lo sport per me ha un ruolo fondamentale. Mi piace il kick boxing perché è una disciplina pulita, con regole ferree e molta correttezza. Ci ho investito molto tempo ed energie, e i risultati sono arrivati”.

Enzo Isopo al momento della vittoria della finale dell’Europeo a Maribor.

I “rischi del mestiere”

Uno sport di contatto, quello praticato dal maestro Isopo, che ha però tenuto a precisare come la disciplina del kick boxing non sia così pericolosa come ritenuto da molti: “Il nostro è uno sport singolo e di combattimento, è chiaro, ma non è così pericoloso come molti credono – ha infatti ribadito il campione europeo –  Spesso le tipologie di infortunio che si riportano sono del tutto analoghe a quelle di altri sport più comuni, come il calcio. Questo perché la nostra preparazione nell’incassare i colpi e nel difenderci è veramente altissima e completa“.

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Le difficoltà legate all’età e la voglia di tornare sul tatami

Non più giovanissimo, Isopo deve fare i conti anche con la carta d’identità e i limiti imposti dal regolamento: “Al nostro livello sono tutti campioni, e ogni anno ci sono delle new entry che sono delle sorprese – ha raccontato- Riconfermarsi non è così scontato. Per ragioni di tutela sanitaria, inoltre, in Italia si può combattere a livello agonistico fino a 50 anni, per cui non mi resta molto in quel senso, ma sono contento così. Capisco questa norma, e più volte anch’io ho pensato di smettere, ma ogni volta in prossimità delle gare torna la voglia di rimettermi in gioco. Ad oggi direi che ho finito, sono sazio, ma tra qualche mese chi lo sa. E poi… A gennaio c’è una bella competizione internazionale in Veneto, penso che mi ci iscriverò”.

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