Ex Foro Boario, sono cominciate stamattina le operazioni per la demolizione dell’ex Foro Boario di Treviglio, dove fino a pochi mesi fa c’era anche la sede dell’Auser (temporaneamente trasferita in piazza Cameroni in attesa della nuova costruzione).

Ex Foro Boario

Prima o poi tutti sapevano che questo momento sarebbe arrivato. Ma quando stamattina le ruspe hanno cominciato ad abbattere la palazzina dell’ex Foro Boario, un po’ tutti a Treviglio sono stati pervasi da un sentimento di malinconia. L’edificio è infatti caduto sotto i colpi impietosi della benna e sono stati tanti i curiosi che hanno assistito all’evento. Tra qualche mese, in quello stesso luogo (dove per anni è stato allestito il luna park), troverà posto un piccolo centro commerciale e un distributore di benzina.

La polemica

Come prevedibile non sono mancate le polemiche, come del resto avvenuto in tutte le fasi del progetto: dalla vendita dell’area, fino alla presentazione del progetto sul futuro dell’ex Foro Boario. La capogruppo del Pd Laura Rossoni ha pubblicato su Facebook un video con un laconico “Un altro pezzo della storia di Treviglio che se ne va per far posto a un supermercato”. A seguire è poi intervenuto il collega di partito Erik Molteni che, con una punta di ironia, ha commentato”Tutto questo in una delle aree più congestionate della nostra città, con il plesso scolastico più grande della Bassa bergamasca…”.

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“MAL-DESTRA amministrazione”

Ci è andato più duro, invece, Stefano Sonzogni, con un posto dal titolo “MAL-DESTRA amministrazione”. “Il problema non è stato vendere l’area dell’ex Foro Boario, perché ci stava, visto che veniva utilizzata meno di tre mesi all’anno – ha scritto il consigliere del Pd – L’assurdità è stato venderla in quel modo: il Comune poteva e doveva imporre dei vincoli. Poteva e doveva sollecitare e preferire l’offerta di chi si fosse dichiarato disposto a realizzare un intervento di particolare pregio estetico, una struttura di carattere sociale (un villaggio protetto per gli anziani, ad esempio), così come degli spazi verdi e di aggregazione accessibili a tutti, che avrebbero potuto benissimo affiancare le altre strutture private, rendendo sostenibile e profittevole l’operazione immobiliare. E invece, la scarsità di fantasia di un’amministrazione a cui non piace volare alto ci lascerà in eredità l’ennesimo distributore di carburante, l’ennesimo spazio commerciale, con la sola, piccola, consolazione di una rinnovata sede per la meritoria Auser”.

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