Il “Fara Rock Festival” ha avuto inizio, registrando un’ottima affluenza alla sua prima serata. La partecipazione del rapper ghanese “Bello Figo” ha suscitato un acceso dibattito, riuscendo a mettere in accordo Anpi e i sostenitori di “Futuro Nazionale”, anche se il referente locale di quest’ultimo ha criticato il patrocinio iniziale dell’Amministrazione comunale all’evento.
Inizio del Festival

Nonostante un violento temporale pomeridiano, la prima serata del “Fara Rock” si è svolta senza problemi e ha attirato un buon numero di partecipanti. Ieri sera, giovedì, si è esibito anche il rapper “Bello Figo”, al centro di polemiche per accuse di violenza sessuale su minore. La questione ha sollevato le preoccupazioni iniziali di Anpi e della cooperativa “Sirio”, seguite dal Comune di Fara, che ha ritirato il patrocinio per la serata.
Critiche da parte di Futuro Nazionale
Nei giorni scorsi, il comitato di “Futuro Nazionale”, rappresentato da Claudio Parma, ha espresso alcune considerazioni sulla situazione:
“Il “Fara Rock” è da anni una vera istituzione musicale estiva del nostro paese, che vanta la partecipazione di gruppi noti e meno noti, capaci di richiamare un ampio pubblico. È apprezzabile anche la finalità sociale dell’evento, che ha sostenuto associazioni locali, contribuendo persino all’acquisto di un’ambulanza”.
Nonostante ciò, il comitato ha espresso preoccupazione per la presenza di “Bello Figo”.
“Lascia perplessi la scelta di includere un artista che non può essere considerato un esempio di “evoluzione dei gusti musicali”. Ci si interroga su chi abbia ritenuto opportuno ingaggiarlo e su quale sia il pubblico a cui si intendeva rivolgersi”, ha dichiarato Parma, focalizzandosi anche sull’operato dell’Amministrazione.
Critiche all’Amministrazione
“Tutti si indignano, ma dall’assessore alla Cultura non è giunta alcuna dichiarazione. L’Amministrazione ha revocato il patrocinio per questa serata, ma se ciò è avvenuto significa che in precedenza era stato concesso, indicando che quella serata era ritenuta meritevole di sostegno istituzionale, salvo correggersi dopo le polemiche. È questa la cultura che si intendeva patrocinare? Serve una sollecitazione dell’Anpi per ottenere un “dietrofront”? Questa volta, almeno, ha corretto un errore”.
