Cinque nuove fermate alla stazione Ovest a partire da febbraio. E’ clamoroso (e tutto politico) l’annuncio dell’assessore regionale Alessandro Sorte, sulla modifica in corsa dell’orario ferroviario della linea Bergamo-Milano.

Si arriva a 14 fermate

Il quadro è quello del tormentato rilancio della seconda stazione ferroviaria trevigliese, cominciato alla fine del 2016. Dopo le innumerevoli polemiche con Bergamo (sindaco Gori in testa) per l’introduzione di quattro ulteriori fermate a giugno 2017, domenica è arrivata inaspettata la svolta. In piena campagna elettorale, domenica, a Treviglio, Gori si è infatti lasciato sfuggire che su quelle soste aggiuntive ha incredibilmente cambiato idea. E Sorte ha preso la palla al balzo. Così dall’11 febbraio alla Ovest fermeranno in totale 14 treni al giorno, tra andate e ritorno da Milano. Nel dettaglio: saranno aggiunte due corse per Bergamo alle 17.06 e alle 20.06. E tre fermate per il rientro da Bergamo, in arrivo a Treviglio alle 16.48, 17.48 e 18.48.

La guerra dei pendolari

La storia è nota. Giugno. Per potenziare la Ovest, la Regione annuncia che quattro treni della linea Bergamo-Milano cominceranno a fermare anche a Treviglio, per servire il congestionato e popoloso bacino della Bassa. Il sindaco di Bergamo va su tutte le furie. Convoca una conferenza stampa di fuoco e scatta l’ennesima guerra civile tra i pendolari trevigliesi e bergamaschi. La riforma – che per la Bassa significava una piccola boccata d’ossigeno – fu dipinta a tinte apocalittiche dal capoluogo, a causa della manciata di secondi persi ogni giorno a causa del rallentamento e della ripartenza del treno.

Marcia indietro

«Qualche mese fa ho reagito negativamente a una decisione che la Regione aveva preso per ragioni elettorali e senza preavvisare i pendolari che venivano coinvolti» ha però spiegato Gori domenica, al Tnt. Magie della campagna elettorale: con toni più che pacati, Gori ha spiegato ai trevigliesi che tutto sommato, le fermate in più non sarebbero un problema. «Io non sono contrario ad accordare fermate in più – ha infatti aggiunto – ma sono per un ragionamento complessivo che affronti il tema delle coincidenze perché, per un pendolare che da Milano ferma a Bergamo per poi raggiungere la Val Brembana, quattro minuti in più possono fargli perdere la coincidenza».

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La contromossa

Sorte dev’essere trasalito. E da vecchia volpe, ha calato l’asso, spiazzando Gori e trasformando una vaga ipotesi in un fatto compiuto. Che ora sarà il sindaco a dover spiegare ai “suoi” pendolari.
«Il sindaco di Bergamo venuto a Treviglio a spiegarci che non è più contrario – ha spiegato Sorte – Incredibile: l’anno scorso si era scagliato contro di me, accusandomi di aver fatto una scelta soltanto elettorale, sulla pelle dei pendolari… Beh, ne prendo atto. Evidentemente Gori, a meno di tre mesi dal voto, si è reso conto che nessuno dei disastri che i pendolari bergamaschi paventavano si è realizzato. A giugno, politicamente avevo deciso di fermarmi alle quattro fermate in più, notando che a Bergamo c’era questa ostilità. Ora, già dall’11 febbraio, possiamo aggiungerne altre sei, per arrivare complessivamente a 14 fermate quotidiane alla Ovest. Speriamo però che Gori sia coerente…».