Celebrazione in chiesa

Folla al Santuario per l’Apparizione della Vergine

Questa mattina, alle 10.30, messa solenne officiata dal vescovo emerito di Cremona Dante Lafranconi

Folla al Santuario per l’Apparizione della Vergine

Una grande affluenza di fedeli ha caratterizzato il Santuario di Santa Maria del Fonte questa mattina, martedì 26 maggio, per commemorare l’Apparizione di Maria a Giannetta De’ Vacchi. A presiedere la messa è stato il vescovo emerito di Cremona Dante Lafranconi.

Una celebrazione affollata

Nonostante il caldo sole di maggio, simile a quello di luglio, una moltitudine di pellegrini si è recata al Santuario per partecipare alla messa solenne delle 10.30. Dopo la sosta al Sacro Fonte, in memoria dell’Apparizione, è stato eseguito l’atto penitenziale e deposto un omaggio floreale davanti all’immagine della Madonna. Il vescovo Lafranconi, in sostituzione di monsignor Antonio Napolioni, attualmente impegnato nell’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha iniziato la celebrazione bagnandosi con l’acqua della sorgente, accolto in prima fila da autorità civili e militari.

Il messaggio della Madonna: misericordia e conversione

L’omelia di monsignor Lafranconi ha invitato i presenti a riflettere su due concetti fondamentali del messaggio mariano: la misericordia e la conversione.

“Porto il saluto e la vicinanza spirituale del vescovo Antonio, impegnato a Roma, e saluto tutti i presenti – ha esordito – Come ogni anno celebriamo la festa dell’Apparizione. Il messaggio che la Madonna ci ha lasciato si può cogliere attorno a due parole: la misericordia di Dio e la necessità della nostra conversione. Tutti abbiamo bisogno di misericordia, sia quella divina che quella che consiste nel perdonare un torto ricevuto. Oggi il mondo ha bisogno di misericordia… o no? Gesù ci ha insegnato che non c’è giustizia senza misericordia, anche se questa non deve mai scavalcare la prima. La nostra difficoltà è tenere insieme queste due prospettive, ma non dobbiamo dimenticare che Dio ha mandato suo figlio per renderci la misericordia visibile e sperimentabile. È bello che al Santuario ci sia sempre un grande afflusso di persone che la cercano, non solo in occasione di feste, ma continuamente. La sorgente qui presente, che riconosciamo come dono di Maria, è una sorgente di misericordia”.

Il vescovo ha poi citato il caso di Davide Cavallo, un giovane accoltellato a Milano da un gruppo di adolescenti, che in Tribunale ha abbracciato i suoi aggressori, dichiarando di non nutrire rancore.

“Li ha perdonati, esprimendo il pensiero che poteva essere anche lui come loro, ma il Signore lo ha aiutato e gli ha dato la grazia – ha affermato – Qui noi veniamo per onorare la misericordia di Dio, non solo per proclamarla, ma per richiederla e desiderarla: c’è sempre un prete disponibile ad accogliere, ascoltare e perdonare in nome di Dio. Desidero ringraziare tutti i sacerdoti che svolgono questo servizio così importante”.

Successivamente, monsignor Lafranconi ha approfondito il tema della conversione.

“Se qualcuno, dopo aver riconosciuto di aver sbagliato, non cerca di superare i suoi errori e vivere da cristiano la misericordia di Dio, è come se la sfiorasse senza penetrarla e senza esserne trasformato – ha osservato il vescovo – La Vergine non ha nascosto a Giannetta che suo figlio fosse offeso dai comportamenti umani… Penso alle dissonanze odierne di guerra e divisione. Chiediamo alla Madonna di Caravaggio di aiutarci in questo cammino di conversione. Giannetta, pur avendo i giumenti che la aspettano, non si ferma, ma la Vergine la ferma e le dice di pregare: il nostro cambiamento si scontra con i nostri limiti e le nostre fatiche. Noi preghiamo ancora? I genitori aiutano i figli a pregare? Se non lo facciamo, viene meno il nostro legame con il Signore. Ritroviamo momenti di preghiera quotidiana e la forza di vivere giorno per giorno seguendo l’esempio di Gesù, affinché la nostra vita sia caratterizzata da scelte giuste e buone”.

Al termine della messa, i sacerdoti si sono avvicinati al simulacro della Vergine, dove, dopo la supplica, monsignor Lafranconi ha impartito la benedizione apostolica, concedendo l’indulgenza plenaria in nome del Papa.